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Covid, 7.221 nuovi casi e 43 morti: tasso di positività al 3,3%. In rialzo i ricoveri e le terapie intensive

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Sono 7.221 i nuovi casi di Covid in Italia, secondo il bollettino diffuso dal Ministero della Salute nel pomeriggio di giovedì 26 agosto. A questo numero sui nuovi contagiati, va aggiunto quello relativo ai morti: 43. I tamponi effettuati sono stati 220.782, tra test molecolari e antigenici, per un tasso di positività che si attesta al 3,3%.

 

 

In leggero rialzo i numeri legati ai ricoveri, sia quelli ordinari che nelle terapie intensive. I primi sono in totale 4.059 (+36), gli altri sono aumentati di 4 unità, per un dato complessivo pari a 503. Sono 4.243.597 i guariti (+5.839 ) e 137.057 gli attualmente positivi (+1.333). 

 

 

Intanto il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei farmacisti, Andrea Mandelli, ha parlato della centralità del ruolo delle farmacie: "In queste settimane stiamo verificando una centralità delle farmacie nella vaccinazione anti Covid, come del resto prefigura la legge di Bilancio e il Dl sostegni. Vediamo soprattutto gli anziani, seppure non mancano i giovani, che chiedono di essere vaccinati nei nostri presidi. Strutture di prossimità, dove la conoscenza è diretta, consolidata negli anni. E questo ci dà la possibilità di raggiungere i più riottosi - ha affermato all'Adnkronos Salute -. Nell'ultimo miglio della campagna vaccinale per convincere chi ancora non si è immunizzato, è fondamentale puntare sugli operatori del territorio". Da qui l'invito ai no vax: "Lo Stato, attraverso il Servizio sanitario nazionale, ha fatto tutto il possibile contro un’epidemia che non conoscevamo e che non riusciamo ancora a decifrare nella sua completezza. Ha ricoverato, curato, ha dato farmaci, ha trasformato gli ospedali. La scienza è riuscita a darci anche un vaccino sicuro. Credo che sia un dovere morale ed etico del cittadino restituire allo Stato qualcosa di quello che ha ricevuto fino ad ora. E può farlo vaccinandosi - ha dichiarato ancora Mandelli -. Con un vaccino c’è la possibilità di restituire ai nostri medici, che abbiamo chiamato eroi, un po' di serenità. Per tornare in una situazione che gli permetta di fare il loro lavoro nei reparti, curando tutti, occupandosi delle malattie trascurate a causa del Covid".