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Torino, crolla palazzina: 3 persone estratte vive dalle macerie, morto bimbo di 4 anni

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Si conclude con una tragedia il crollo della palazzina nella periferia di Torino: il bimbo di 4 anni rimasto sotto le macerie, l'ultimo che i vigili del fuoco erano riusciti ad individuare dopo il salvataggio di altre tre persone, è purtroppo stato estratto senza vita dai soccorritori. Quando i vigili del fuoco sono riusciti a tirarlo fuori sono subito accorsi i sanitari del 118 ma purtroppo non c’era più nulla da fare. Non ci sarebbero altre persone sotto le macerie. Tutte le persone coinvolte nel crollo sono cittadini extracomunitari.

 

 

Poco prima delle 9 di stamattina si è verificato il crollo di una palazzina di due piani in strada Bramafame a Torino. Soccorsi messi in campo da parte di personale delle volanti e dei vigili del fuoco e accertamenti ancora in corso sulle cause del crollo. Secondo alcuni testimoni, si sarebbe sentita un'esplosione prima che la palazzina rovinasse su se stessa. Stando alle prime informazioni, sotto le macerie ci sarebbero state inizialmente tre persone dopo l’esplosione della palazzina di Torino: una è stata già ricoverata presso l’ospedale San Giovanni Bosco, mentre da poco è stata estratta una donna viva, in gravi condizioni, dalle macerie. I suoi lamenti erano stati immediatamente avvertiti dai soccorritori. Ma le operazioni, in continuo sviluppo, hanno poi individuato altre due persone da salvare. Risultava  infatti ancora disperso il terzo occupante dell’alloggio crollato al secondo piano del cascinale di via Bramafame 42, un bimbo di 4 anni: a denunciarne la presenza, l’uomo subito estratto dalle macerie, che è stato poi trasportato in ospedale in condizioni gravi. Ma per il bimbo, come detto, non c'è stato nulla da fare. Oltre all’uomo subito ricoverato, e alla donna estratta verso le 10, è stato individuato anche un ragazzo in vita sotto le macerie: dopo complesse operazioni per il recupero, il ragazzo è stato finalmente estratto con successo. 

 

 

 

 

A generare l’esplosione, sempre secondo i primissimi riscontri, sarebbe stato un guasto alla caldaia dell’acqua calda. Squadre usar (urban search and rescue) e cinofili al lavoro. Il nucleo Nbcr controlla possibili fughe di gas. Ma intanto Italgas fa sapere che "l’immobile non era servito dalla rete di distribuzione cittadina del metano" e  "Si esclude, dunque, che l’eventuale dispersione possa essersi originata da impianti del gas gestiti da Italgas". 

 

 

 

 

 

 

 

Notizia in aggiornamento