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Covid, il sessuologo: "Fa male dentro e fuori dalla coppia". Aumentano ansia, depressione e problemi sessuali

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Il Covid e l'era di lockdown, paura e pandemia che ha scatenato, oltre ai danni alla salute fisica e al benessere economico, sta causando gravi conseguenze psicologiche. E queste ultime non possono che ripercuotersi sulla sfera intima, sia dentro che fuori dalla coppia. Parola del sessuologo Marco Inghilleri, vicepresidente della Società italiana di Sessuologia ed Educazione sessuale (Sises) e direttore del centro di psicologica giuridica, sessuologia clinica e psicoterapia di Padova. "Nella coppia - spiega Inghilleri - i conflitti sono aumentati esponenzialmente più per dinamiche personali che di tipo strettamente familiare", e fuori dai rapporti stabili "soprattutto per un aumento delle paranoie riguardo il rischio di contagio". Al punto che "possiamo stimare un aumento di circa il 35% dei disturbi di ansia con annessi problemi sessuali e di ben il 56% per le depressioni". Disturbi che per i maschi, in larga parte, si manifestano con problemi di disfunzione erettile.

 

 

"La pandemia - afferma il sessuologo - ha esasperato lo stress a cui quotidianamente ciascuna persona è sottoposta, rendendo la vita molto più complicata di quello che già è. Basti pensare alle difficoltà che si sono vissute in famiglia a causa del lockdown e di tutte le restrizioni che sono venute dopo. Tutto è stato patito dal singolo e la sessualità non può essere scorporata da chi la sperimenta". Fuori dalla coppia stabile è soprattutto aumentata "la paranoia, perché la comunicazione paradossale che c’è stata in questi mesi ha creato una sorta di polarizzazione, un processo per cui o si sono sviluppate delle angosce ipocondriache sul virus, quindi ’tutto va disinfettato, sterilizzato', fino a ’ti chiedo se hai il Green pass’, oppure l’esatto contrario, cioè 'nessuna precauzione e sfido il virus'".

 

 

Alla base di questi fenomeni "c’è soprattutto il fatto che nelle persone stia prendendo piede la mancanza di prospettiva, la convinzione che ’dal Covid non ne usciamo'". Perché se l’estate scorsa credevamo tutti che fosse finita e poi è arrivata la seconda ondata, "ora si parla di seconda dose, e poi di terza" e così via, e l’idea è appunto di qualcosa senza termine. "Questo - conclude Inghilleri - ha un effetto devastante nella psiche delle persone".