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Covid, Zuccotti: "Immunità di gregge impossibile anche con vaccini under 12"

Un vaccino

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Covid, previsioni pessimistiche sul raggiungimento della cosiddetta "immunità di gregge" arrivano da Gian Vincenzo Zucconi, preside della Facoltà di Medicina dell’università Statale di Milano e direttore Pediatria e Pronto soccorso pediatrico dell’Asst Fatebenefratelli Sacco

 

"Non credo che estendendo il vaccino a tutti gli under 12 riusciremo a eradicare il Covid. Abbiamo visto che continuano ad emergere varianti, probabilmente ce ne saranno delle nuove, e bisognerà capire se a un certo punto ne arriverà una tale per cui sarà necessario aggiornare magari la composizione dei vaccini. Per ora no. Ma così comunque l’immunità di gregge, l’idea che si possa eradicare radicalmente questa infezione, diventa molto difficile da raggiungere". Per l’esperto, prima di parlare di vaccino per tutti gli under 12 e prima di guardare al piano per le terze dosi, bisogna preoccuparsi di "completare la vaccinazione dei vulnerabili, sia nei Paesi più poveri ma anche da noi in Italia, dove sappiamo che ancora alcuni milioni di persone sopra una certa età - e più a rischio - non sono vaccinati e i ricoverati in terapia intensiva, lo sappiamo, sono 9 volte su 10 non vaccinati. Quindi, vediamo di raggiungere queste persone prima. Mi sembrerebbe molto più logico come tipo di strategia. Non dobbiamo andare a vaccinare i bambini più piccoli perché c’è una fetta di popolazione che invece non vuole farlo il vaccino. Mi sembra più logico perseguire la via di andare a trovare queste persone e convincerle".  

 

Il tema della copertura vaccinale per i piccoli sotto i 12 anni (quando verrà approvato un vaccino per queste fasce d’età, non ancora disponibile) è sempre oggetto di dibattito. E opportuno puntare sull’immunizzazione di massa anche per loro, oppure sulla protezione mirata dei più fragili e a rischio? "Se l’obiettivo dell’immunità di gregge fosse certamente raggiungibile, si potrebbe fare lo sforzo di vaccinare proprio tutti andando a recuperare anche i bambini sotto i 12 anni. Ma, anche in questo caso, il tentativo di vaccinare tutti andrebbe fatto a livello globale, quindi anche coprendo chi vive in Paesi più disagiati, perché con la globalizzazione le varianti si muovono con grande facilità»".