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In sala corse senza Green pass, nigeriano tenta di scappare poi aggredisce un agente

Christian Campigli
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Sarà stato il nervosismo giunto improvviso, ma incontrollabile, dopo l'ennesima scommessa persa. Per quel cavallo che pareva un campione e che poi si è rivelato il solito ronzino. Il green pass torna agli onori delle cronache dopo un brutto episodio di violenza e di maleducazione. Siamo a Como, in via Anzani, in una zona tra le più calde e mal frequentate della cittadina lombarda. La polizia locale ha arrestato un uomo di trentotto anni di nazionalità nigeriana, accusato di resistenza e lesioni nei confronti degli agenti che hanno avuto "il torto" di avergli chiesto di esibire il certificato verde e di averlo sanzionato con una multa da quattrocento euro, poiché ne era sprovvisto.

 

 

I vigili comaschi da giorni monitorano il rione. Non si contano più le segnalazioni dei residenti, soprattutto di quelli anziani, stanchi dei continui schiamazzi dei clienti dei bar della zona. Avventori che, dopo aver bevuto l'impossibile, restano per strada fino alle tre del mattino. Urlando e spesso litigando per futili motivi. Durante uno di questi controlli, gli uomini in divisa sono entrati dentro una sala corse. E hanno iniziato a verificare la patente verde, indispensabile per poter stare all'interno della struttura. Hanno pizzicato un italiano, al quale è stata notificata una multa da quattrocento euro. E' stata poi la volta del titolare della sala corse, reo di non aver controllato con la dovuta solerzia il suo cliente. Gli agenti hanno poi notato un ragazzo di colore, che rapidamente stava cercando di andarsene. O forse sarebbe meglio dire di scappare. Lo hanno fermato e gli hanno chiesto se era in possesso del green pass. A quel punto il nigeriano ha iniziato ad agitarsi, ad urlare ed infine ha aggredito uno dei poliziotti.

 

 

Nulla di grave, per fortuna: una serie di traumi alle spalle guaribili in una settimana. Grazie all'intervento dei colleghi, il malvivente è stato prima immobilizzato, ammanettato ed infine portato in questura per l'identificazione e la successiva denuncia. Il processo si è svolto giovedì 19 agosto, per direttissima. Il giovane era visibilmente dispiaciuto, ha chiesto più volte scusa per il suo atteggiamento violento, tanto da indurre il giudice ad essere clemente. L'africano, incensurato e regolare sul nostro territorio nazionale, se l'è cavata con un patteggiamento di sei mesi. Dovrà, in ogni caso, pagare la sanzione amministrativa, pari a duecentoottanta euro se saldata entro cinque giorni o a quattrocento euro. Multe del genere sono già state combinate in numerose città italiane, Milano in primis, dove la sala corse di via Vitruvio è stata al centro di una serie di controlli e di multe da parte della Municipale. Un certificato, il green pass, che continua a dividere e a far parlare. Persone comuni e politici. Creando una spaccatura netta e, al momento insormontabile, tra chi lo ritiene uno strumento indispensabile per contenere l'emergenza Covid e chi, al contrario, come un clamoroso abuso voluto dal governo Draghi.