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Eutanasia, Cei: "Grave inquietudine" per la raccolta firme. Poi l'annuncio: 1mln euro 8x1000 stanziato per Haiti

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Pro e contro eutanasia. Man mano che, completata la raccolta firme, si avvicina la possibilità di un referendum sul tema, gli opposti schieramenti si polarizzano e tornano a levare la propria voce. Fra le principali fautrici della contrarietà all'eutanasia c'è sicuramente la Chiesa Cattolica, che in questo caso, attraverso la Conferenza Episcopale Italiana, ha voluto render nota la propria "grave inquietudine" sul tema. 

 

 

La Presidenza della Cei, si è riunita ieri in sessione straordinaria online, per discutere della raccolta di firme per il referendum che "mira a depenalizzare l’omicidio del consenziente, aprendo di fatto all’eutanasia nel nostro Paese. Chiunque si trovi in condizioni di estrema sofferenza va aiutato a gestire il dolore, a superare l’angoscia e la disperazione, non a eliminare la propria vita" si legge in una nota. "Scegliere la morte è la sconfitta dell’umano, la vittoria di una concezione antropologica individualista e nichilista in cui non trovano più spazio né la speranza né le relazioni interpersonali. Non vi è espressione di compassione nell’aiutare a morire, ma il Magistero della Chiesa ricorda che, quando si avvicina il termine dell’esistenza terrena, la dignità della persona umana si precisa come diritto a morire nella maggiore serenità possibile e con la dignità umana e cristiana che le è dovuta". 

 

 

La Cei si è occupata anche di altre questioni contingenti: oltre all'angoscia manifestata per la gravissima crisi afghana, con contestuale appello all'Italia perché intensifichi i corridoi umanitari e sanitari verso il Paese e l'invito a una preghiera domenicale comune da parte di tutte le parrocchie, anche la notizia di un importante stanziamento di denaro per Haiti. Un milione di euro, proveniente dai fondi dell'otto per mille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, per far fronte all’emergenza che ha colpito l'isola di Hispaniola. La somma servirà a finanziare, attraverso la Caritas Italiana, interventi efficaci per rispondere alle numerose nuove necessità. "Il sisma di sabato scorso - sottolineano i vescovi - ha provocato numerosi morti, feriti e ingenti danni materiali. Caritas Italiana si trova nel Paese dal 2010, dopo che un altro grave sisma di magnitudo 7.0 colpì la capitale Port-au-Prince, causando più di 200.000 vittime. Da allora è costantemente presente con i propri operatori, sostenendo la Caritas nazionale e le Caritas diocesane e parrocchiali con interventi di emergenza e ricostruzione, ma soprattutto garantendo un accompagnamento volto allo sviluppo di capacità locali".