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Pnrr, primi miliardi in arrivo per l'Italia: ma la strada delle riforme è ancora in salita

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Pietro De Leo
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Le ferie agostane portano una buona notizia per l’Italia, ossia l’arrivo della prima tranche di denaro europeo nell’ambito del Pnrr. 24,9 miliardi il cui versamento nelle casse italiane è stato annunciato dalla Presidente della Commissione Ursula Von der Lyen: “Oggi i primi fondi Next Generation Eu all’Italia danno il via ad una ripresa duratura per il Paese”.

 

 

Si tratta di un primo segmento dei 191,5 miliardi in arrivo nella Penisola, divisi tra i 68,9 miliardi in sovvenzioni e 122,6 in prestiti. “Il prefinanziamento - ha affermato l’Esecutivo comunitario - contribuirà a dare impulso all’attuazione delle misure fondamentali di investimento e riforma delineate nel piano nazionale per la ripresa e la resilienza” e questo primo blocco di risorse è conseguente alla prima emissione di titoli. La notizia ha chiaramente suscitato i peana di tutte le forze di governo, che plaudono a questo passo in avanti che fornirà risorse concrete per l’attuazione dei progetti contenuti nel nostro piano. Al di là dell’esultanza momentanea, però, l’agenda corre, e vede alcune scadenze già in affanno.

 

 

Secondo la tabella che il nostro governo ha presentato a Bruxelles, infatti, la riforma del fisco e la legge annuale della concorrenza sarebbero dovute essere approvate entro luglio. E il percorso di marcia sino a dicembre prevede altri passaggi presumibilmente non proprio indolori, basti pensare alla spending review. L’approvazione della legge Cartabia sul processo penale, che introduce il principio di improcedibilità nei giudizi di Appello e Cassazione oltre un certo limite sicuramente può andare incontro all’obiettivo di velocizzare l’iter processuale. Ma la strada delle riforme da percorrere è ancora lunga.