Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Ius Soli, Lamorgese rilancia: "Serve una sintesi politica". Ma il centrodestra insorge

Pietro De Leo
  • a
  • a
  • a

A volte l’inerzia si sposa con il paradosso, e il risultato è tutto nelle parole del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che lunedì 9 agosto, durante un’intervista web con La Stampa, ha rilanciato su uno degli argomenti più divisivi del momento, ossia lo ius soli, rilanciato dal Presidente del Coni Giovanni Malagò a seguito delle vittorie italiane alle Olimpiadi di Tokyo. “E’ un tema che si pone e di cui dobbiamo ricordarci non solo quando i nostri atleti vincono delle medaglie” ha detto la titolare del Viminale, aggiungendo: “la politica dovrà fare i suoi riscontri e spero si arrivi a una sintesi politica”, sottolineando la necessità di “aiutare le seconde generazioni a farle sentire parte integrante della società”.

 

 

Parole che si innestano in un momento particolarmente difficile per il dossier, considerando la stagione estiva (notoriamente foriera di nuovi arrivi) e la crisi in Tunisia. Una concomitanza di elementi che rende particolarmente difficile la situazione per la Sicilia, anche nell’ottica della prevenzione al Covid. Basti pensare che su 549 migranti, una trentina erano affetti dal virus. Parlare di pull-factor, ossia di elemento di “richiamo” forse è eccessivo, ma di certo un ministro dell’interno che anela al meccanismo più “facile” della cittadinanza non facilita il contrasto al fenomeno. Sicuramente non facilita la convivenza all’interno della maggioranza di unità nazionale. Tanto che “il centrodestra di governo” ha tempestivamente tuonato contro le parole di Lamorgese.

 

 

Da Forza Italia, il deputato Luca Squeri ha osservato: “Se si vuole affrontare il tema della cittadinanza per venire incontro alle esigenze delle seconde generazioni, è più opportuno ragionare sullo ius culturae, che presuppone la sostanziale acquisizione dei principi cardine della nostra società. La cittadinanza non è una circostanza meramente automatica e burocratica”. Il leader della Lega Matteo Salvini è tornato ad attaccare sulla linea di contrasto al fenomeno: “Invece di vaneggiare di Ius Soli, visto che con la legge vigente siamo il Paese europeo che negli ultimi anni ha concesso più cittadinanze in assoluto, il ministro dell'Interno dovrebbe controllare chi entra illegalmente in Italia. Ci sono decine di migliaia di sbarchi organizzati dagli scafisti, senza che il Viminale muova un dito”.