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Caso procure, Luca Palamara entra in politica: correrà per le suppletive alla Camera. "Non mi silenziano"

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"Oggi voglio rilanciare il mio impegno, come cittadino libero decido di candidarmi per dare più forza al mio racconto, alla battaglia referendaria che firmerò oggi. Presento il mio simbolo e mi confronterò sul territorio di Primavalle". Lo ha detto Luca Palamara nel corso di una conferenza stampa indetta nella sede dei Radicali Italiani a Roma. L'ex presidente dell’Anm, protagonista del caso che ha travolto la magistratura italiana, correrà per le elezioni suppletive nel collegio uninominale di Roma Monte Mario-Prima Valle, lasciato libero dopo la nomina nel giugno scorso dell’attuale deputata dei 5 Stelle Emanuela Del Re a rappresentante speciale dell’Ue per il Sahel. Sul simbolo presentato da Palamara campeggiano la dea Giustizia, che regge la bilancia, e vicino un hashtag tricolore. "Oggi non c’è preclusione nè per la destra nè per la sinistra, ma al momento voglio sposare i problemi di alcuni territori, partendo dal basso e rispondendo ai cittadini" ha aggiunto.

 

 

 

 

E sui referendum proposti dai Radicali sulla giustizia, ha detto che li firmerà tutti "a eccezione di quello per la responsabilità civile dei magistrati perché la mia battaglia non sarà mai contro di loro". Palamara, infatti, ha chiarito che la sua scelta non nasce per ritorsione: "Il mio racconto non nasce da una vendetta. Non c’è mai stata, c’è desiderio di raccontare. Mi difenderò nel processo, parteciperò a tutte le udienze rispettando i miei giudici. Non mi silenziano" le sue parole.  "Stamattina ho riposto la mia toga nell’armadio con la certezza di poterla indossare ancora alla fine di un percorso che sarà lungo ma che ristabilirà la verità. Tutte le sentenze si rispettano e io rispetto anche l’ultima sentenza. È una decisione che ritengo ingiusta anche per il tempismo con cui è arrivata". ha aggiunto. 

 


Due giorni fa le Sezioni unite civili della Cassazione avevano confermato la rimozione di Palamara dalla magistratura, come deciso dalla sezione disciplinare del Csm lo scorso ottobre. Respinto dunque il ricorso dell’ex presidente dell’Anm, la sentenza è diventata definitiva, ma Palamara tramite il legale, Mariano Burati, aveva chiarito lo stesso giorno che "la battaglia continua. Porteremo il caso in Europa, in attesa anche degli accertamenti investigativi delle procure di Napoli e Firenze sul Trojan".