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Sorrento, truffa a un anziano: 5mila euro per tre succhi di frutta. Due arresti

Christian Campigli
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La frutta fa bene. Soprattutto quando si è bambini o anziani. Le vitamine, i minerali e gli zuccheri contenuti nelle mele e nelle banane, negli ananas piuttosto che nelle fragole hanno un valore biologico altissimo. Ma non tale da valere cinquemila euro. È questa la cifra che due malviventi hanno chiesto ad un ottantenne, in cambio di due succhi di frutta. Una truffa ben organizzata, ma per fortuna sventata dalle forze dell'ordine. Due uomini sono finiti in manette ieri pomeriggio dopo aver tentato di raggirare un anziano con un trucco che, purtroppo, in altre occasioni aveva funzionato. I carabinieri di Sorrento da mesi lavorano con attenzione per scongiurare quello che, a tutti gli effetti, è uno dei reati più ignobili, più squallidi che ci siano: "fregare il vecchio", carpendone prima la fiducia o usando la sua ingenuità.

 

 

Siamo a Vico Equense, piccolo centro di ventimila anime in provincia di Napoli. Un uomo telefonata all'ottantaduenne. Modifica la voce e si fa credere l'amato nipote. "Nonno, a breve passerà da casa tua un corriere. Sai, ho comprato dei prodotti su internet. Eh lo so, ai tuoi tempi si andava nei negozi. Ora invece si fa così, si osserva ciò che si vuole acquistare sul telefonino, si schiaccia un tasto e zac, il corriere il giorno successivo passa e consegna. Purtroppo questa società non accetta pagamento in contanti, ma solo in contrassegno. Per cui ti pregherei di ritirare il pacco e saldare il corriere. Poi vengo io a casa tua e ti rendo il denaro". Una storia, per chi è abituato a comprare sul web, che fa acqua da tutte le parti. Ma che può, onestamente, indurre all'errore un ottantenne. Ed infatti il nonno campano crede davvero che quella voce al telefono sia di suo nipote. Truffare un anziano è un gesto ignobile. Ma farlo ad un uomo che, oltre ad essere in là con gli anni, è anche costretto a servirsi continuativamente di ossigeno artificiale rende il reato davvero inqualificabile.

 

 

I carabinieri della stazione di Vico Equense presidiano la zona e notano due persone in un’auto: non sembrano turisti né volti noti della zona. I due, R.C., ventisette anni e A.D., ventitré, entrambi dei quartieri spagnoli di Napoli e già noti alle forze dell’ordine, parcheggiano la loro auto a noleggio ed entrano in un condominio. Ne escono dopo pochi minuti, sorridenti e soddisfatti. Peccato che, ad attenderli, ci siano gli uomini in divisa, appostati lungo l’unica via di fuga. La perquisizione conferma i sospetti dei militari. Vengono trovati addosso ai due malviventi cinquemila euro in contanti. I carabinieri capisco che qualcosa non torna e in breve rintracciano l'anziano ingannato. Che racconta loro la storia della telefonata, del nipote e di quel pacco da pagare in contanti. La scatola di cartone viene aperta dai militari, che scoprono il suo contenuto: dei comuni succhi di frutta. Per i due delinquenti sono scattate le manette ed entrambi sono stati sottoposti ai domiciliari in attesa di giudizio.