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Modena, tragedia sul lavoro: operaia 41enne muore incastrata in un macchinario. Cisl: "Servono più ispettori"

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Un'altra tragedia sul lavoro, l'ennesima da inizio anno, questa mattina è costata la vita a una lavoratrice 41enne di origini marocchine. Il fatto si è verificato  in un’azienda di contenitori per alimenti (scatole per dolci, vassoi, pirottini, incarti e shopper) a Camposanto, nel Modenese. La donna, residente nella zona di Bomporto, è rimasta incastrata in un macchinario. Inutili, purtroppo, i soccorsi di vigili del Fuoco e  sanitari del 118: i soccorritori non hanno potuto far altro che estrarre il corpo senza vita della donna. Le cause dell’incidente sono ancora in corso di accertamento. Secondo le prime ipotesi, l'operaia sarebbe stata risucchiata da una macchina fustellatrice.

 

 

"Una notizia davvero agghiacciante che ci lascia tutti sgomenti la morte orribile sul lavoro di una donna di appena 41 anni questa mattina in provincia di Modena. Dove sono i controlli delle istituzioni e la prevenzione delle aziende? È una vergogna. La sicurezza sul lavoro rimane una grande emergenza nazionale". Così, su Twitter, ha commentato la tragedia il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra.

 

 

 

 

Attraverso la segreteria regionale, inoltre, il sindacato ha espresso cordoglio ai familiari e ai colleghi della vittima, chiedendo più sicurezza sul lavoro. "È indispensabile rafforzare formazione e cultura della sicurezza, ma anche l’azione di controllo e vigilanza. A Modena non solo manca almeno il 30% degli ispettori del lavoro: sono pochi anche gli ispettori di Inps, Inail e Ausl, se si considera - scrive Domenico Chiatto, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale con delega alla salute e sicurezza sul lavoro - che devono controllare circa 58 mila aziende modenesi con almeno un addetto"