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Covid, aumentano indice Rt e incidenza dei casi: 20 regioni a rischio moderato

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Continuano a crescere indice Rt e incidenza settimanale dei casi di Covid in Italia. Secondo quanto reso noto dalla cabina di regia che monitora l'andamento dell'epidemia nel nostro Paese, a venerdì 20 luglio l'indice Rt è salito a 1.57, rispetto a 1.26 di sette giorni fa.

 

L'incidenza settimanale dei casi è passato a 58 ogni 100 mila abitanti, che è praticamente raddoppiata rispetto a venerdì scorso. Non solo: venti tra regioni e province autonome sono ora a rischio moderato, in pratica tutte tranne il Molise. Crescono anche i ricoveri, ma per fortuna nessuna regione ha finora raggiunto la soglia critica che può determinare un ritorno in zona gialla (prevista quando sarà raggiunto il 10 per cento di occupazione dei posti letto di terapia intensiva o il 15 per cento dei positi disponibili per i ricoveri nella rete ospedaliera regionale). L'istituto superiore di sanità, inoltre, evidenzia come "sono raddoppiati i casi non associati a catene note", palesando così problemi e criticità nel sistema di tracciamento che invece era tornato nella norma e sotto controllo nelle ultime settimane. L'invito dell'Iss è quindi quello di potenziare il tracciamento e il sequenziamento dei casi, nonchè di aumentare le vaccinazioni e completare i cicli vaccinali.

 

"È necessario accelerare i tempi per raggiungere una elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione», esortano gli esperti, così da «prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenute da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità". Secondo i dati riferiti al periodo 19-25 luglio, "il tasso di occupazione in terapia intensiva è stabile al 2%, con un lieve aumento nel numero di persone ricoverate che passa da 165 (dato del 20 luglio) a 189 (dato del 27)", si legge nel testo. "Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta al 3%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in aumento da 1.194 a 1.611". La trasmissibilità anche sui casi ospedalizzati "è sopra la soglia epidemica".