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Città di Castello, elezioni comunali: centrosinistra diviso sulla candidatura di Secondi

Felice Fedeli
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Fumata grigia al tavolo del centrosinistra e centrodestra con più di un mal di pancia dopo le indicazioni date dal leader della Lega, Matteo Salvini nella visita di martedì a Trestina (“Candideremo a sindaco un civico”). Il tutto in attesa di sapere sabato la data di quando si andrà a votare. Il rischio concreto è che si raccolgano le firme sotto l’ombrellone, magari a Torrette da sempre la Città di Castello dell’Adriatico. Ma andiamo con ordine.  L’esito dell’incontro del tavolo del centrosinistra di martedì sera si è concluso con una fumata grigia, tendente al nero stando al duro comunicato congiunto vergato a metà mattina di ieri da M5S, Castello Cambia, Europa Verde e La Sinistra-Articolo 1: “All’offerta, reiterata da mesi e mesi, di cercare un nome condiviso da tutti è stato opposto un netto rifiuto da parte del partito del sindaco uscente, che ha confermato il nome del vicesindaco Secondi come unica scelta finale. Con ogni evidenza, e come temevamo, a certi personaggi non interessa affatto lavorare ad un progetto coeso capace di una nuova visione che risollevi la nostra città, preferendo spaccare un fronte comune piuttosto che contrastare le destre”.

 

 

Unità a fortissimo rischio, visto che la proposta di Luca Secondi candidato sindaco, portata al tavolo dai delegati Pd (Mariangeli e Ciliberti), oltre che dal coordinamento del Cambiamento non è stata gradita nemmeno da Civici X. Sì convinto invece da Psi, Azione, Italia Viva e Sinistra per Città di Castello. Anche dal Pd verrebbe da dire, ma al suo interno coesistono sensibilità diverse che mettono a dura prova la graniticità del primo partito della coalizione. Un paio di giorni di riflessione e poi si tireranno le fila. Sembra sgonfiarsi anche l’ipotesi del medico Alessandro Leveque, avanzata da alcune forze presenti al tavolo che alla fine dovrebbero convergere sull’assessore Luciana Bassini.

 

 


Se Sparta piange, Atene non ride. Le parole di capitan Salvini non sono piaciute a Fratelli d’Italia, che dai piani alti hanno fatto trapelare la notizia che sta per arrivare a Città di Castello la leader Giorgia Meloni, con l’obiettivo di lanciare la candidatura a sindaco di Andrea Lignani Marchesani, che sicuramente non può essere definito un civico. Altre forze del centrodestra spingono invece per figure politicamente più sbiadite, come quella dell’avvocato Roberto Marinelli o del presidente de Il Mosaico, Carlo Reali che ha però un ingombrante passato con la casacca del centrosinistra. In alcuni ambienti gira pure la voce di Corrado Chieli, democristiano a tutto tondo nella prima Repubblica e più recentemente esponente di punta di Rinnovamento Italiano, la creatura di Lamberto Dini evaporata come neve al sole. Grandi manovre insomma nella quarta città dell’Umbria.