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Pizzo in crisi durante il lockdown, il questore: "Così le mogli dei detenuti minacciavano i boss"

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Sono il pizzo e la droga il business principale di Cosa nostra. E' quanto emerge dal blitz antimafia di polizia e carabinieri che all’alba di martedì 20 luglio ha portato a sedici fermi, decapitando il mandamento di Ciaculli. "L’attività estorsiva non è mai cessata - ha spiegato il questore di Palermo Leopoldo Laricchia -. Racket e droga sono le due attività principali dei mafiosi e il racket serve anche a mantenere i detenuti in carcere. Anche durante il lockdown le estorsioni sono proseguite pur se con maggiore difficoltà".

 

 

Sono cinquanta gli episodi estorsivi ricostruiti dagli investigatori della Squadra mobile, ma quelle avvenute sarebbero almeno il doppio, su queste, però, "non elementi probatori certi", avverte il questore, spiegando che le richieste di pizzo coinvolgevano "tutti i codici Ateco". Durante il lockdown i commercianti avevano più difficoltà a pagare e a loro volta gli uomini di Cosa nostra avevano difficoltà a riscuotere il pizzo. "Dovevano giustificarsi con i parenti dei detenuti - ha concluso il questore - e affrontare le minacce delle mogli che dicevano 'se non arrivano i soldi sapete cosa ci resta da fare', alludendo alla possibilità che i familiari si pentissero".

 

 

Dopo il blitz antimafia è intervenuto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. "Esprimo un forte apprezzamento all’Arma dei carabinieri, alla Polizia di Stato e ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia, che in una brillante operazione congiunta hanno smantellato una fitta rete di estorsioni a Brancaccio e a Ciaculli. Inoltre, secondo quanto emerso dalle indagini, gli interessi di Cosa Nostra sarebbero rivolti alla gestione di terreni per creare nuovi cimiteri privati", ha affermato. L’amministrazione comunale - ha aggiunto ancora Orlando - ha sempre sostenuto con forza la propria scelta politica di non consentire la creazione di nuovi cimiteri privati in città, che, appunto, sembrerebbero essere obiettivi dell’organizzazione criminale".