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Salvini sul green pass: "Ok per andare a San Siro, ma non per mangiare la pizza"

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Piccola apertura di Matteo Salvini sul green pass. "Per andare a San Siro, con 50 mila, o a concerti da 40 mila il Green Pass ha senso, ma sui treni pendolari no, per mangiare la pizza no. Mettiamo in sicurezza genitori e nonni senza punire nipoti e figli. E presto cambieremo il criterio sui colori delle regioni - ha affermato il leader della Lega a Repubblica -. Su 8 mila posti in terapia intensiva, oggi ne sono occupati 156, in calo rispetto al giorno precedente. Usiamo il modello tedesco, niente Pass, ma buon senso, educazione, regole".

 

 

Salvini ha quindi aggiunto: "Va completata l’opera egregia del generale Figliuolo, ma non se ne parla di imporre obblighi, specie ai più giovani. Dall’inizio della pandemia, i morti tra i 10 e i 29 anni sono stati 85, vale a dire lo 0,1%". Sul green pass è intervenuto anche il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, anch'egli leghista. "Anche qui serve equilibrio. Concordo con Salvini, il certificato non può essere richiesto anche per andare in bagno. Se l’aumento dei contagi è contenuto e le strutture ospedaliere tengono, può servire però alla ripresa dell’attività di discoteche, stadi, organizzazioni di grandi eventi"; ha affermato.

 

 

Intanto Guido Rasi, professore ordinario di Microbiologia all’Università di Roma Tor Vergata e consulente per l’emergenza del generale Figliuolo, ha detto la sua sull'obbligo vaccinale: "I vaccini essenzialmente andranno resi obbligatori per tutti coloro che sono esposti al pubblico. Un provvedimento necessario anche per diminuire i contagi e i ricoveri - ha spiegato -. Il green pass è giusto estenderlo il più possibile per contrastare la diffusione della variante Delta. Ci sono però 4 milioni di guariti che fanno fatica a ottenerlo mentre lo meriterebbero anche senza vaccinazione. Nei prossimi sei mesi la vaccinazione procede bene e darà risultati. Bisognerà vedere quanti non vaccinati rimarranno, quanto si ammaleranno e quanto aiuteranno la circolazione del virus. E sperare non producano una variante resistente ai vaccini, di fatto un nuovo virus. Sarebbe l’unico caso in cui servirebbe una nuova vaccinazione di massa, ma personalmente non credo a questo scenario".