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Green Pass, quale modello adottare e le criticità della campagna di vaccinazione

Pietro De Leo
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Ogni volta in cui occorre legiferare per imporre un comportamento di buonsenso è una sconfitta per tutti. E allora ecco che di fronte all’ipotesi di utilizzare il green pass come “lasciapassare” per svolgere alcune attività ruota una serie di insuccessi su cui è bene riflettere. Mentre il mondo politico si divide su quale modello adottare (importare quello francese oppure formularne uno italiano), si delineano gli effetti di varie criticità ambientate negli scorsi mesi.

 

 

Attualmente, abbiamo tra il 20-25% della popolazione refrattaria alla vaccinazione, e come ha spiegato il direttore della clinica Malattie infettive al San Martino di Genova, Matteo Bassetti, questo potrebbe tradursi a ottobre in una forbice tra i 12 e i 14 milioni di italiani non vaccinati. Troppo, troppo per poter battere definitivamente le varianti ed evitare l’insorgenza di ulteriori. Tuttavia, non è secondario ripercorrere le cause che ci hanno portato sin qui. Innanzitutto la mancanza di una seria campagna di comunicazione sull’utilità, l’efficacia e gli effetti del vaccino. Capillare, costante, magari modulata in base alla varietà anagrafica dei destinatari (per esempio attraverso video virali da far girare su whatsapp per i più giovani o ai depliant cartacei per i più anziani da distribuire fuori dalle chiese o dai supermercati). Questa lacuna risulta significativa ancor più considerando una cronaca non sempre positiva di cui ha goduto Astrazeneca, e che certamente ha causato delle perplessità in una popolazione dove il verbo no-vax ha sempre trovato terreno fertile.

 

 

A questo si aggiungono le performance degli alfieri mediatici della comunità scientifica. Per un anno e mezzo l’un contro l’altro armati, spesso sono sembrati più avvezzi a somministrare flebo di ego all’opinione pubblica che di consapevolezze (in una situazione, peraltro, già gravata da profonde incertezze generali). In un quadro così complesso, per quanto con amarezza, non può sorprendere che ancora milioni di persone abbiano ritrosìa nei confronti dei sieri, metafora materiale di un aggancio scientifico-politico che non sempre ha costituito un solido punto di riferimento. Ora la coercizione, diretta o meno, è un’ipotesi sul tavolo. Ma non doveva succedere.