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Cagliari, rider preso a calci durante festeggiamenti per l'Italia: denunciati due ultras ventenni

Christian Campigli
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Un gesto ignobile. Che aveva indignato un'intera città. Non tanto per le conseguenze fisiche, fortunatamente lievi, ma per l'assoluta mancanza di rispetto dimostrata nei confronti di chi ha un lavoro umile ma onesto. Dopo giorni di indagini, le forze dell'ordine sono riuscire ad identificare gli aggressori del rider, spinto a terra e malmenato a Cagliari durante i festeggiamenti per il trionfo dell'Italia di Roberto Mancini nella semifinale contro la Spagna.

 

 

Lo scorso 7 luglio Alessandro Ghiani era impegnato in alcune consegne, come ogni altra sera. Stava semplicemente portando a termine una giornata di duro lavoro. Le strade erano però strapiene di persone in festa, per il gol di Federico Chiesa ed i miracoli ai calci di rigore di Gianluigi Donnarumma. Alcuni giovani trovarono divertente dare una spinta al rider, facendolo cadere a terra e colpendolo poi con cazzotti al casco, calci sia all'uomo che al suo scooter. Ovvero al suo unico mezzo di lavoro, col quale si guadagna, in modo onesto, da vivere. Questa mattina sono stati denunciati dalla polizia un ventenne e un ventitreenne, già noti alle forze dell'ordine, appartenenti alla tifoseria organizzata del Cagliari. I due giovani sono stati denunciati per violenza privata. Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile di Cagliari. I due ventenni, oltre ad essere stati denunciati alla procura cagliaritana, dovranno anche pagare cinquecento euro di multa, per la violazione delle regole di prevenzione del Covid. Dall’esame delle immagini di alcuni video diventati subito virali sul web e di altri acquisiti dalla polizia nei giorni successivi, gli uomini in divisa sono riusciti ad identificare gli ultras, appartenenti al gruppo degli “Sconvolts”. Si distinguono bene i due che dapprima fermano e fanno cadere il rider e poi lo fanno oggetto di scherno, di calci e spintoni e lo colpiscono anche con l’asta di una bandiera italiana.

 

 

L'episodio aveva indignato l'intera città, che si era stretta al fianco del cinquantenne. Immediatamente il sindaco del capoluogo sardo, Paolo Truzzu, aveva voluto conoscere Alessandro Ghiani. “Vorrei che sentisse questo gesto come l'abbraccio di tutta la nostra Cagliari. Spero che possa accettare le scuse della città, che non è fatta solo di persone come quelle che lo hanno aggredito, ma da tante che somigliano di più a quelle che lo hanno aiutato. Di Alessandro mi ha colpito la grande dignità - ha aggiunto il sindaco Truzzu  -. Nessun desiderio di vendetta nei confronti di quei pochi teppisti che lo hanno aggredito. Mi ha solo chiesto più controlli per evitare che ciò che è successo a lui possa accadere ad altre persone". Una brutta storia, frutto di ignoranza, supponenza e totale mancanza di rispetto per chi è più debole. Una vicenda che si è risolta rapidamente anche grazie all'impegno delle forze dell'ordine, della politica e dei tanti cagliaritani inorriditi da un episodio tanto becero quanto violento.