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Galli, attacco a Zangrillo? "Altre 92.000 vittime da quando per alcuni il virus era morto"

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Durissima polemica a distanza, si può dire l'ennesima, tra Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, e Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele, anche se il primo non ha mai citato il secondo in questa sua uscita pubblica.

 

 

"Qualcuno un po' di responsabilità morale su quello che è successo dopo la prima ondata, per come ha buttato le cose sul facile prima, se la dovrebbe prendere - queste le parole all’Adnkronos Salute di Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive -. Qualche politico che non nomino potrebbe anche nascondersi considerando quello che ha detto nel luglio scorso, esattamente un anno fa".

 

 

Galli ha quindi proseguito: "Credo fosse il 27 luglio al Senato - ha ricordato Galli, riferendosi al convegno organizzato da Vittorio Sgarbi a cui prese parte anche il leader della Lega Matteo Salvini - quando per quei signori il virus era morto. A quella data già c’erano stati circa 35mila morti ma soprattutto poi ce ne sono stati la differenza tra 35 e 127mila ovvero 92mila morti che sono i morti della seconda e della terza ondata avvenute dopo che quei signori hanno dichiarato che il virus era morto e la malattia clinicamente mutata ma inesistente. Certe cose si dimenticano con troppa facilità".