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Covid, Ciciliano (Cts): "Variante delta 60 per cento più trasmissibile di quella inglese"

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La variante Delta "ha il 60 per cento di capacità in più di trasmissione rispetto alla variante inglese". Lo ha dichiarato il membro del Comitato tecnico scientifico (Cts), Fabio Ciciliano, ospite a "Che giorno è" su Rai Radio1.

 

"Rispetto al Regno Unito, siamo messi meglio come strategia vaccinale", ha aggiunto il membro del Cts, che ha sottolineato come in Italia ci sia "poco sequenziamento, fondamentale per intercettare i casi". Ciciliano ha poi aggiunto: "Sequenziamo purtroppo da sempre molto poco, quindi le stime di circolazione della variante Delta che ci dicono una circolazione intorno all’1 per cento sono molto verosimilmente una sottostima. È necessario sequenziare specie in questo periodo". Rispetto al Regno Unito, che ora vive la sua "terza ondata" dominata proprio dalla variante indiana, Ciciliano spiega come "l’Inghilterra ha avuto una recrudescenza a causa della strategia vaccinale che ha previsto una singola dose, noi da questo punto di vista siamo messi meglio perché abbiamo deciso di concludere il ciclo vaccinale per rendere maggiormente coperte le persone".

 

Dello stesso avviso anche il professor Massimo Galli, intervenuto ad Agorà su Rai 3. "La variante Delta o ex indiana temo che non la si stia seguendo abbastanza, i focolai identificati sono pochi e limitati, ma vero è che il 19 giugno sera avevano 46 milioni di dosi iniettati in Italia contro 73,3 milioni iniettati nel Regno Unito, 75 dosi su 100 abitanti contro 109, 15 milioni di completamente vaccinati contro i 31 del Regno unito: con questo tipo di situazione qualche cautela va comunque mantenuta". Galli è tornato anche a consigliare la mascherina come "cautela individuale" per chi non è vaccinato o ai fragili anche vaccinati. Intanto il sottosegretario alla salute SIleri ha assicurato che la vaccinazione eterologa "offre una protezione anche maggiore nei confronti delle varianti".