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Covid, 1.400 nuovi casi e 52 morti: tasso di positività in lieve crescita

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Ancora in calo il trend dei contagi da Covid in Italia. I nuovi casi sono infatti 1.400, contro i 1.255 di martedì 15 giugno ma soprattutto i 2.199 di mercoledì scorso. Con 203.173 tamponi, 9mila meno del giorno precedente, il tasso di positività (vale a dire il rapporto tra nuovi positivi e tamponi effettuati) rimane praticamente invariato allo 0,7% (martedì era allo 0,6%). I morti sono 52 (contro i 63 del giorno precedente), per un totale di 127.153 vittime dall'inizio dell'epidemia.

 

 

Sempre in discesa i ricoveri, con le terapie intensive che sono 33 in meno (-32) con appena 9 ingressi nel giorno (e nessun ingresso in ben 16 regioni), e sono ora 471. Giù anche i ricoveri ordinari, 269 in meno (-132 rispetto al giorno precedente), 3.064 in totale. Questo quanto emerge dal bollettino quotidiano diffuso dal ministero della Salute mercoledì 16 giugno. Gli attuali positivi diminuiscono (-4.051) per un totale di 101.855 persone mentre aumentano i dimessi e guariti (+5.399) per un totale di 4.019.424 persone. 

 

 

Sulla campagna di vaccinazione intanto è polemico il governatore della Campania, Vincenzo De Luca: "Ho chiesto martedì 15 che parlasse una sola voce come avviene in tutti i Paesi civili. In Italia parla l’Istituto superiore di sanità, il Comitato tecnico-scientifico che non ha competenza, parla l’Aifa, parla il generale in tuta mimetica. Parlano tutti meno il ministero della Salute. Uno deve parlare, quando parliamo di vaccini - ha affermato De Luca al pronto soccorso dell’ospedale Maresca di Torre del Greco, riattivato mercoledì 16 giugno dopo essere stato trasformato in Covid hospital lo scorso 15 ottobre -. Abbiamo posto degli interrogativi tecnici e qualcuno non ha capito niente come al solito - ha aggiunto il governatore campano -. Abbiamo detto: sospendiamo un attimo la doppia somministrazione perché vogliamo che il ministero rifletta e ci dia assicurazioni. Ci hanno dato queste assicurazioni, andremo avanti perché ovviamente in momenti di epidemia decide il ministero e il governo nazionale. Ma prepariamoci anche al dopo Covid".