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AstraZeneca ai giovani, Galli ad Agorà: "Solo agli over 55, c'è il rischio di effetti collaterali"

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Nella puntata di Agorà, su Rai 3, di giovedì 10 giugno, tiene banco il tema dell'opportunità di somministrare il vaccino AstraZeneca ai giovani, dopo alcuni casi di effetti collaterali avuti anche da ragazzi.

 

Massimo Galli è chiaro: "Io lo darei solo agli over 55. Non ho difficoltà a schierarmi tra coloro che pensano a una seria revisione del vaccino AstraZeneca e a una sua limitazione in fasce di età in cui non ha una associazione significativa con questa pur rara condizione, ma che crea molta ansia e non migliora la qualità della vita di coloro che si vaccinano", ha detto il direttore delle Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano commentando il recente caso di trombosi riscontrato a una diciottenne di Genova. "È arrivato il momento di porre questo problema sul tavolo e di prendere una presa di posizione chiara. Naturalmente chi ha già fatto la prima dose del vaccino AstraZeneca senza problemi può andare avanti tranquillamente con la seconda senza aspettarsi guai e rogne, perché le manifestazioni negative a questo vaccino sono molto rare ma intervengono nell'arco di un periodo ristretto successivo alla prima dose, entro i primi giorni, al massimo le prime due settimane dalla somministrazione. Credo che questo sia il messaggio forte e chiaro da dare", ha aggiunto.

 

Galli è dunque esplicito, nel ribadire: una volta trascorsi molti giorni dalla prima dose «non state lì ad aspettare il 'coccolone' perché a questo punto non vi viene. State tranquilli anche se avete storie personali che possono far pensare a pericoli di questo genere", ha concluso. Già ieri il sottosegretario alla salute, Pierpaolo Sileri, aveva sottolineato come "credo che nuove indicazioni sui vaccini siano opportune. Quello di AstraZeneca è un vaccino estremamente sicuro per la fascia di età sopra i 60 anni, è molto sicuro per la fascia tra i 50 e i 60 anni, ma sotto i 40 anni per il sesso femminile è sicuramente più indicato il vaccino mRna. Specialmente ora che l’incidenza del virus è molto più bassa, la forbice tra rischi e benefici sotto i 40 anni si assottiglia".