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Brusca libero, Di Battista: "Non lo perdono, ma chi è contro la legge sta dalla parte dei boss"

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Presa di posizione dell'ex deputato M5S, Alessandro Di Battista, sulla scarcerazione del boss Giovanni Brusca e sulla legge legata ai pentiti di mafia. "Io non perdono Brusca, non perdono Riina, non perdono Provenzano, non perdono chi ha trattato con la mafia dopo Capaci accelerando l’assassinio di Borsellino. Non perdono ma difendo la legge sui pentiti", ha scritto Di Battista sul Fatto quotidiano, commentando appunto la scarcerazione del boss Giovanni Brusca. "Fa scalpore - ha aggiunto - che colui che pigiò il telecomando a Capaci sia stato scarcerato grazie a una legge voluta dal giudice che fece saltare in aria. Ma è la legge, ed è una legge da difendere".

 

 

Di Battista ha quindi proseguito: "Sono immorali le scarcerazioni dei boss pentiti? Può darsi. Ma la morale lasciamola ai moralisti, chi combatte la mafia ha il dovere di essere pragmatico. Quanti omicidi sono stati evitati grazie ai pentiti? Quanti assassini sono finiti in cella grazie alle loro confessioni?. La riforma della legge sui pentiti era una delle richieste che Cosa nostra avanzò durante la trattativa. Chi oggi attacca i pentiti - ha affermato l'ex parlamentare 5 Stelle - si posiziona, consapevolmente o meno, dalla parte dei boss".

 

 

Di tutt'altro parere si è rivelato invece Matteo Salvini, ospite di Lucia Annunziata a In mezz'ora in più su Rai3, nella puntata di domenica 6 giugno: "Nel 2021 non c’è la mafia e la ’ndrangheta del 1992, questa è una legge figlia degli anni di piombo, degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta e in quegli anni poteva andar bene. Oggi la mafia, la camorra e la ’ndrangheta le combatti confiscando. Secondo me è ora di rivedere questa legge, dopo 30 anni la mafia è cambiata, l’Italia è cambiata, i soldi girano in maniera diversa, bisogna inseguire questi infami Paese per Paese, banca per banca, attività commerciale per attività commerciale, perché questi stanno comprando in questo momento negozi, locali, bar tabaccherie, ristoranti, alberghi, lì vanno stanati - ha sottolineato il segretario della Lega - Se ti vuoi pentire avrò un occhio di riguardo per te, però se hai ucciso non 3-4 persone ma trecento persone tu non esci di galera. Se vuoi pentirti magari ti do una cella più confortevole, ma tu di galera non esci".