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Covid, l'allarme dei pediatri: "Sui ragazzi effetti indiretti devastanti". I dettagli

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Allarme sulle conseguenze del Covid sui ragazzi. "Ha determinato di sicuro manifestazioni ed effetti diretti più lievi nella fascia pediatrica, ma effetti indiretti molto gravi, come l’alterazione dello stile di vita", ha affermato Annamaria Staiano, presidente della Società italiana di pediatria (Sip), a Buongiorno su Sky Tg24. L’esperta ha parlato di stili di vita alterati dall’impatto di Sars-CoV-2 per i più giovani. Un’alterazione che si osserva su alcuni aspetti fondamentali, ha evidenziato: il primo è "l’alimentazione: durante la pandemia, con il lockdown, i programmi alimentari si sono completamente alterati, con un aumento di sovrappeso e obesità", ha sottolineato.

 

 

E così anche "la sedentarietà - ha spiegato Staiano - ha portato ad un aumento dell’obesità. La pandemia ha ridotto l’attività fisica, che è importante per i ragazzi e per il mantenimento di uno stile di vita corretto. Ecco perché, ha ribadito, è importante vaccinare i ragazzi al più presto e prima che si apra un nuovo anno scolastico. Tornare a scuola in sicurezza è importante: diamo ai ragazzi di nuovo una qualità di vita ottimale, facciamoli ritornare a una vita più normale possibile. E tornare a scuola in sicurezza significa normalità per questi ragazzi", ha commentato. Un ritorno alla vita che passa anche dalla campagna di vaccinazione per i più piccoli, ha concluso. "E' importante vaccinare i ragazzi contro Covid per vari motivi che vanno dalla protezione individuale alla sicurezza generale, visto che dobbiamo vaccinare quanto più possibile per aumentare la quota dell’immunità di gregge e per bloccare la circolazione del virus evitando anche la possibilità di sviluppare ulteriori varianti", ha ribadito ancora la Staiano.

 

 

Quanto all’opportunità di imporre l’iniezione scudo, però, "il mio parere personale è: non ancora. Considerando che il rapporto beneficio-rischio del vaccino per loro è più basso rispetto a popolazioni più a rischio, io per ora non lo renderei obbligatorio", ha affermato la presidente della società italiana di pediatria sempre a Sky Tg24