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Tommaso Buscetta, dalla verginità persa a 8 anni ai tre matrimoni e i sette figli

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Tommaso Buscetta, conosciuto come Don Masino, era considerato il boss dei due mondi, per via della sua attività criminale tra Europa e America. Conosceva tutto di Cosa Nostra, come della mafia siciliana negli Stati Uniti, ed è stato il primo collaboratore di giustizia (pentito) a portare sul tavolo dei magistrati italiani segreti e meccanismi degli affari della malavita organizzata. Nato a Palermo sotto il segno del Cancro, il 13 luglio 1928, è morto a New York nel 2000. La sua figura controversa negli ambienti della criminalità organizzata si è dimostrata, in tutta la sua potenza, durante la fase di collaborazione con la giustizia.

 

 

E' stato lui il primo grande pentito di mafia ad aver tradito Cosa Nostra rivelandone struttura e segreti. E' stato un personaggio chiave nelle inchieste del giudice Giovanni Falcone, perché ha permesso di mettere nero su bianco il tessuto malavitoso siciliano da sempre insondabile. Per quanto riguarda la vita privata, Buscetta è nato in una famiglia che viveva in povertà estrema, ultimo di 17 figli. Sposato tre volte, ha avuto sette figli. Il primo matrimonio all’età di 17 anni, con Melchiorra Cavallaro. Era il 1945, e dalla prima moglie ha avuto Felicia, Benedetto, Domenico e Antonio. L’adulterio gli ha causato non pochi problemi, perché il codice di mafia non lo ammetteva e per questo è stato relegato ai margini per un certo periodo.

 

 

A Enzo Biagi, don Masino ha rivelato di aver perso la verginità con una prostituta, a 8 anni, che ha pagato con una bottiglia d’olio. Buscetta è stato sposato con Vera Girotti (con rito celebrato nel 1966) e con la brasiliana Cristina de Almeida Guimaraes (nozze nel 1968). Due dei suoi figli sono stati uccisi da Salvatore Cancemi, ex boss di Porta Nuova che nel processo del 1993 ha confessato al boss i delitti ricevendo il suo perdono. Buscetta era consapevole che gli ordini, in Cosa Nostra, non si possono rifiutare. La storia di Buscetta è stata raccontata anche in un film, Il traditore, in cui il boss è stato interpretato magistralmente da Pierfrancesco Favino.