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Roberto Mancini, il cancro per colpa della Terra dei fuochi: la figlia Alessia con la moglie Monika

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Roberto Mancini, un nome che a quasi tutti ricorda l'attuale commissario tecnico della Nazionale di calcio. Ma Roberto Mancini è anche un ex commissario della polizia, morto a causa di un cancro diagnosticato mentre stava portando avanti le indagini sullo smaltimento dei rifiuti tossici in Campania. Insomma, Roberto Mancini è il poliziotto che ha scoperto la Terra dei fuochi vent'anni fa, quando ha fatto luce sugli intrighi e le nefandezze dietro l'avvelenamento di alcune zone tra Caserta e Napoli

 

 

Sulla storia è stato realizzato anche un film per la televisione, con Beppe Fiorello, che ha interpretato Roberto Mancini, anche se nel film si chiamava Marco Giordano. Mafia, camorra, massoneria e politica si sono intrecciati in modo tale che ancora oggi è difficile trovare tutti i nomi dei responsabili della dell’avvelenamento di queste terre. La vera storia di Roberto Mancini poliziotto della Terra dei Fuochi aveva già colpito il grande pubblico, quando Nadia Toffa ha intervistato l’agente per Le Iene. Fin da subito è stata chiara a tutti la passione per il suo lavoro, e l’onestà che lo condurrà a sfidare più volte i poteri forti per tutelare i diritti dei cittadini. E' entrato nell’anticamorra della Criminalpol nel 1986, portando avanti diverse indagini sui clan Moccia, che lo condurranno nel basso Lazio. 

 

 

Nel 1994 l’agente ha iniziato ad indagare sui Casalesi, ed è in questo periodo che è entrato in contatto con l’ecomafia della Campania. La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nel 1996 ha ricevuto tutti i documenti delle ricerche portate avanti dal poliziotto che aveva scoperto il disastro ambientale causato dai rifiuti tossici. Come rivelato nel libro Io, morto per dovere sulla vita di Roberto Mancini, al centro delle sue indagini sulla Terra dei Fuochi ci sono numerosi esponenti della camorra, che intrattenevano rapporti con l’avvocato Cipriano Chianese. E' morto il 30 aprile 2014, lasciando la moglie Monika e una figlia, Alessia. Ai funerali, che si tennero a Roma presso la basilica di San Lorenzo al Verano, parteciparono numerosi rappresentanti della Polizia di Stato e il parroco del rione Parco Verde di Caivano, don Maurizio Patriciello.