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Sicilia, migranti trasferiti da Lampedusa a Porto Empedocle. Perché non faceva notizia

Christian Campigli
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Una notizia che, a marzo, non avrebbe trovato posto in nessuna home page dei giornali online italiani. Che, nei quotidiani cartacei, sarebbe slittata oltre la quindicesima pagina. E che oggi, al contrario, viene rilanciata dalla quasi totalità dei media nazionali. Settanta migranti trasferiti da Lampedusa a Porto Empedocle.

Si tratta, principalmente, di minori non accompagnati. Nulla di eclatante, va detto, un episodio di routine che diventa rilevante perché il tema che sottintende, quello degli sbarchi, è tornato centrale. I motivi di questo cambiamento sono sostanzialmente tre: l'aumento oggettivo, numeri alla mano, degli arrivi di migranti africani dalle coste libiche e tunisine, l'attenuarsi dell'emergenza Covid e il proscioglimento di Matteo Salvini dalle accuse di sequestro di persona per il caso della nave Gregoretti.

 

 

 

Un procedimento penale che ha insita una valenza chiaramente politica. E che il leader della Lega non ha fatto nulla per nascondere. Anzi, ha cercato di usare a proprio favore. “Il giudice ha studiato lavorato e si è preso le sue responsabilità. Mi spiace solo per i denari che sono costati ai cittadini italiani queste giornate. L'Italia è l'unico paese dell'Unione Europea dove la sinistra politica ha mandato a processo un ministro non per reati corruttivi, ma per scelte di governo. Abbiamo la sinistra più retrograda del continente europeo che usa la magistratura per vincere le elezioni dove non riesce a vincerle con in cabina. Spero che la sentenza sia utile agli amici del Partito Democratico e del Movimento Cinque Stelle, le battaglie si vincono o in parlamento o nelle campagne elettorale”.

Come era prevedibile, i buoni propositi di unità nazionale e di “volemose tutti bene” si stanno sciogliendo come il ghiaccio dentro un bicchiere di mojito. Le profonde differenze culturali tra Pd e Lega, soprattutto sul tema dell'immigrazione, stanno emergendo in modo chiaro. E se da una parte Enrico Letta ribadisce quotidianamente la necessità di approvare lo ius soli, dall'altra parte della barricata Salvini chiede a SuperMario di imporre ai partner europei i trasferimenti dei migranti sbarcati sulle nostre coste.

 

 

“Perché Lampedusa è il confine dell'Europa e non solo dell'Italia”. Sullo sfondo Giorgia Meloni che, dall'opposizione, rilancia una sua storica battaglia: quella del blocco navale. Non va poi dimenticato che dal 15 settembre il leader della Lega sarà a Palermo dove è imputato per lo stesso reato - quello di sequestro di persona - nei confronti delle 147 persone rimaste per giorni sulla nave della Ong Open Arms. Un giudizio che sarà uno snodo fondamentale per il segretario del Carroccio. Una condanna ne brucerebbe le polveri, spuntando l'arma forse più efficace di Salvini. Al contrario, una piena assoluzione, sommata al non luogo a procedere di ieri, legittimerebbe la sua strategia, ovvero non concedere l'attracco alle navi giunte davanti alle nostre isole. Una responsabilità enorme per quel giudice, che, involontariamente, potrebbe riscrivere il futuro politico del nostro paese.