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Emanuela Orlandi, le ossa trovate al cimitero Teutonico non sono sue. Il fratello: "Il Papa ci aiuti"

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Le ossa non sono di Emanuela Orlandi. I resti ritrovati a Roma nel cimitero Teutonico non appartengono alla ragazza scomparsa il 22 giugno 1983 e diventata uno dei misteri della storia italiana. E' l'Agenzia AdnKronos a dare la notizia del risultato delle analisi disposte dalla famiglia. I resti sono stati datati in un periodo successivo al 1900. L'avvocata Laura Sgrò, legale della famiglia Orlandi ha spiegato che "le analisi relative alla datazione delle ossa rinvenute nell'ossario attiguo al cimitero Teutonico, eseguite dal laboratorio Cedad dell'Università del Salento, hanno evidenziato l'esistenza di alcuni frammenti ossei databili negli anni successivi al 1900”.

La legale ha inoltre spiegato che per "approfondire con le migliori metodologie scientifiche possibili, il genetista Giorgio Portera, nostro consulente di parte, ha quindi eseguito accertamenti di genetica forense su parte dei residui ossei presso il laboratorio di genetica forense del TomaLab di Busto Arsizio. Tutti gli accertamenti scientifici eseguiti sui residui, comprese le analisi genetiche sui frammenti ossei molto più recenti e collocabili negli anni successivi al 1900, hanno escluso la presenza di tessuti biologici appartenenti ad Emanuela Orlandi". Non sono quindi resti della donna scomparsa 37 anni fa. 

"Finalmente - ha aggiunto ancora Sgrò - abbiamo dei risultati certi sui reperti ossei raggiunti con metodi scientifici. Restano, tuttavia, ancora delle domande senza risposta. Perché la tomba dell'angelo, segnalataci come luogo di sepoltura di Emanuela, e quella attigua sono risultate vuote? E per quale motivo è stata costruita in tempi recenti una camera sottostante alle tombe di cui, nonostante le nostre richieste, non ci è stata fornita la documentazione?". All'AdnKronos, Pietro Orlandi, fratello di Emanuela ha ribadito che spera in uno "spirito di onesta collaborazione con Papa Francesco che possa finalmente prendere una posizione netta su questa vicenda e consentirci di avere accesso alla documentazione sul rapimento di Emanuela che sappiamo esistente ma che finora ci è stata negata dalla Santa Sede".