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Emanuela Orlandi, il fratello Pietro: "Ho lo scambio di messaggi tra due persone vicine al Papa, ma il Vaticano non mi convoca"

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"Perché dopo le mie parole non mi convocano in Vaticano per sapere cosa so?". Dura e intensa la presa di posizione di Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, la ragazza scomparsa a Roma il 22 giugno 1983, figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia. Quello che all'inizio sembrava solo l'allontanamento di una adolescente, divenne in breve un caso non solo nazionale, ma addirittura internazionale. Sono trascorsi quasi 38 anni da quel giorno, ma sulla scomparsa di Emanuela Orlandi ancora non si conosce la verità ed è diventato uno dei fatti più oscuri della storia d'Italia e del Vaticano.

Ancora una volta la scomparsa di Emanuela Orlandi è tornata al centro di Atlantide, la trasmissione di approfondimento di La7 condotta da Andrea Purgatori che nella puntata di mercoledì 12 maggio si è occupata dell'attentato a Papa Giovanni Paolo II e proprio del caso Orlandi. Nuovo duro intervento da parte del fratello Pietro che continua a sostenere che all'interno del Vaticano non ci sia l'intenzione di andare a fondo sulla scomparsa della sorella. Ha raccontato gli ultimi sviluppi, le segnalazioni che due anni fa fecero scattare i controlli nel Cimitero Teutonico e ribadito che vorrebbe l'apertura di una inchiesta interna per svelare alle autorità vaticane chi sono le persone che gli avevano fatto dato ulteriori indicazioni sul mistero della sorella: "Sono persone laiche e prelati che mi hanno indicato una tomba" che avrebbe ospitato i resti di Emanuela.

 

"C'era una persona - ha detto ancora Pietro - che ci portava persino i fiori perché sapeva che c'era Emanuela". Pietro Orlandi ha spiegato che la famiglia sta ancora sostenendo indagini ma "nonostante tiriamo fuori indizi importanti, c'è l'assoluta mancanza di volontà di fare qualcosa. Ci sono due persone molto vicine a Papa Francesco che usano telefoni riservati della Santa Sede e io ho un loro scambio di messaggi su whatsapp di qualche anno fa, parlano di documenti su Emanuela. Quando noi chiedevamo i documenti ci dicevano che non c'è nulla: non è vero". Al Vaticano è stato comunicato che è in possesso dei messaggi tra le due persone vicine al Papa, ma nessuno ha convocato Pietro Orlandi per capire di cosa si tratta: "Assolutamente niente. C'è il silenzio più totale".