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Pfizer, Burioni attacca Galli: "Non serve la terza dose. Sbaglia chi dice che il vaccino funziona poco"

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E' polemica tra Roberto Burioni e Massimo Galli. Il virologo del San Raffaele e l'infettivologo del Sacco di Milano sono entrati in rotta di collisione sul vaccino Pfizer e sulla sua efficacia contro le varianti del Covid. "Niente male per un vaccino che ’funzionicchia'", ha scritto su twitter Burioni, riutilizzando polemicamente un termine usato da Galli a proposito dell'efficacia del vaccino. Il tweet è arrivato a commento dell'annuncio di Pfizer secondo cui "non ci sono indicazioni che sia necessaria una nuova dose del vaccino contro le varianti".

 

 

"Mi permetto di fare notare - ha aggiunto Burioni in un altro tweet - che la Pfizer avrebbe molto da guadagnare (economicamente) se si verificasse l’ipotesi opposta, ovvero la necessità di richiami con vaccino adattato alle varianti". Nei giorni scorsi invece, l'infettivologo del Sacco di Milano, Massimo Galli, aveva affermato come "quel che abbiamo ora è un ottimo vaccino per un virus che girava un anno fa in Cina. Il panorama attualmente si è molto variegato e questo rende difficile poter pensare con l’attuale vaccino di raggiungere l'immunità di gregge - le sue parole a Otto e Mezzo -. Il lavoro pubblicato sul Nejm del 5 maggio dice che il vaccino Pfizer ha il 97% di efficacia per evitare cimitero, rianimazione e ospedale per qualsiasi variante. Se però consideriamo l’infezione con la variante sudafricana la percentuale di efficacia è molto inferiore. La domanda è: con questo vaccino otteniamo l’immunità di gregge, riusciamo a non far circolare il virus? La risposta è probabilmente no".

 

 

Di avviso totalmente diverso quindi il professor Burioni: “Pfizer ha un’efficacia del 100% nel prevenire la malattia grave da variante inglese o sudafricana (la più temuta) - ha spiegato -. Efficacia altissima anche nella protezione dell’infezione (90% variante inglese, 75% variante sudafricana). Cautela sì, senza basi scientifiche no. Proprio no”.