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Cartabianca, duello tra Galli e Cacciari sul coprifuoco. Il medico: "Scenario politico squallido"

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"Io Cassandra? Me lo sono detto tante volte da solo, non c’è problema. Non mi diverto ad essere pessimista. Ma un po’ di sano pessimismo avrebbe salvato vite a tempo debito. Mi stanno dicendo di tutto, con i fiancheggiatori di certi giornali e di una certa politica. Se dati e opinioni tecniche vengono strumentalizzati… lo scenario politico di questo paese è di assoluto squallore. Cosa dobbiamo fare?" dice il professor Massimo Galliresponsabile di malattie infettive del Sacco di Milano, prima di tornare a bocciare le riaperture decise il 26 aprile. "Abbiamo avuto una serie di aperture, non potevamo aprire in sicurezza con i numeri che avevamo. Vediamo come sarà la situazione verso la fine del mese. Mi auguro che la progressione dei vaccini riesca a compensare i danni delle aperture e a darci respiro. Dobbiamo colmare un gap di vaccinazioni, circa 30 milioni di vaccini, e ci vorrebbero circa 60 giorni" aggiunge Galli ospite di Cartabianca, il talk di attualità di Rai3.

 

 

Sul coprifuoco poi avviene lo scontro con un altro professore, Massimo Cacciari ex sindaco di Venezia. "La questione dell’orario è assurda. Non sono un virologo ma mi intendo un po’ di logica", dice Cacciari contestando la validità del coprifuoco fissato alle 22. La replica di Galli: "La logica è limitare l’uscita delle persone la sera", dice il medico. "E allora dica che va impedita l’uscita delle persone, dica che bisogna stare a casa. Non difenda l’orario delle 21, delle 22 o delle 23", ribatte Cacciari.

 

 

 

"Devono uscire il meno possibile le persone. Il discorso delle aperture è stato anticipato ed è stato un errore", afferma Galli, mentre l'interlocutore incalza: "Allora la logica afferma che non bisogna uscire di casa: lockdown", taglia corto Cacciari. "Mi sta tacciando di voler difendere una cosa che non voglio difendere", dice Galli. "Lei sa che i luoghi in cui si diffonde sono i mezzi di trasporto, le metropolitane, forse la scuola, con i ragazzi che infettano padri e nonni. Il contagio non è favorito da chi esce la sera, ma dall’assembramento serale e quello si può controllare. Io non sono un virologo, ma cerco di ragionare", l'azione di Cacciari. Galli, però, è perentorio: "Su questo non ragiona". Il medico, da mesi, viene accostato all'ala pessimistica dell'esercito di virologi e esperti.