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Attentato centro vaccino, due no vax arrestati per terrorismo. Le follie su Fb: "Distruggeremo il nemico con la paura"

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Arrestati due no vax, accusati di essere i responsabili dell'attentato incendiario all'hub vaccinale di Brescia, avvenuto il 3 aprile. Si chiamano Nicola Zanardelli e Paolo Pluda ed hanno rispettivamente 51 e 52 anni. Sono accusati di terrorismo. Nel corso dell'operazione sono state effettuate perquisizioni e controlli anche nei confronti di alcuni conoscenti degli indagati che appartengono allo stesso movimento contro i vaccini. L'ordinanza della misura cautelare è stata emessa, su richiesta della Procura diretta da Francesco Prete, dal gip del tribunale di Brescia, Alessandra Sabatucci. Non solo i due no vax hanno attaccato una delle strutture considerate fondamentali in questa frase, ma uno di loro, Pluda, aveva anche pubblicato una "dichiarazione di guerra" sul suo profilo Facebook: "Se vogliamo distruggere il nemico dobbiamo usare la stessa arma, la paura e la loro paura è la nostra unione. Non ci sono altre soluzioni".

Gli inquirenti sono convinti che gli obiettivi dei due attentatori erano "bloccare e sabotare la campagna vaccinale in corso, intimidendo la popolazione ed alimentando il clima d'incertezza del particolare momento storico, e reiterare nel breve termine ulteriori azioni violente e di danneggiamento". Il provvedimento arriva dopo le indagini condotte dal Dipartimento antiterrorismo della Procura di Brescia e dai Carabinieri del Ros e del comando provinciale di Brescia, coordinati dal sostituto procuratore Francesco Carlo Milanesi e dall'aggiunto Silvio Bonfigli. L'incendio che fu causato dagli ordigni e che non si è propagato nel padiglione per la resistenza ignifuga della struttura, era potenzialmente devastante e in grado di distruggere l'hub nel quale erano stoccate centinaia di dosi di vaccino anti Covid e materiale infiammabile.

Vicino al punto in cui sono stati lanciati gli ordigni, ci sono i cavi che alimentano la struttura: se fossero stati bruciati dalle fiamme avrebbero interrotto l'alimentazione della catena del freddo e quindi distrutto le dosi di vaccino all'interno delll'hub in cui ne vengono somministrate mille ogni giorno. Le indagini sono state lampo, fondamentali le intercettazioni telefoniche e ambientali, i risultati del sistema di sorveglianza, la rilevazione delle targhe dei veicoli che hanno consentito di rilevare il mezzo che è stato usato per raggiungere il centro vaccinale.