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Martina Rossi, condannati a tre anni i due aretini: lei morì per sfuggire a uno stupro

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Tre anni di reclusione ciascuno per Alessandro Albertoni (28 anni) e Luca Vanneschi (29 anni), entrambi di Castiglion Fibocchi (in provincia di Arezzo). La Corte d'appello di Firenze al termine del processo bis che era stato disposto dalla Cassazione, li ha condannati per tentata violenza sessuale di gruppo, reato che ha causato la morte di Martina Rossi, studentessa di Genova di appena venti anni, precipitata dal sesto piano di un albergo di Palma di Maiorca il 3 agosto 2011. Lei era in vacanza con le amiche. La sentenza è stata emessa alle 16 di oggi, mercoledì 28 aprile, letta dal presidente Alessandro Nencini mentre erano presenti in aula i due giovani e i genitori della ragazza, Bruno Rossi e Franca Murialdo. Il padre della ventenne ha subito commentato la sentenza: "Dicono che il sole vada ai belli ma oggi è andato anche ai giusti. Questa è la fine di un tentativo di fare del nuovo male a Martina. Ci hanno provato ma non ci sono riusciti. Il mio primo pensiero è andato a lei, ai suoi valori, a lei che non ha fatto niente e ha perso la vita". 

In sostanza è stata accolta la pena proposta dal sostituto procuratore generale Luigi Bocciolini il 7 aprile. Aveva chiesto proprio la condanna a tre anni di reclusione, pena che tra le altre cose si estinguerà per prescrizione tra la fine dell'estate e l'autunno. Le difese dei due aretini avevano chiesto l'assoluzione. Stefano Buricchi, legale di Vanneschi, nella requisitoria aveva chiesto l'assoluzione ipotizzando che la ragazza si era suicidata. Stessa richiesta di Tiberio Baroni, legale di Albertoni. La ventenne perse la vita dopo essere tornata da una serata in discoteca, precipitando da un balcone dell'hotel Santa Ana di Palma di Maiorca

Secondo le ricostruzioni entrò nella camera dei due giovani perché nella sua stanza le amiche erano in compagnia di altri due ragazzi degli arentini e di fatto si erano formate due coppie. All'alba Martina precipitò dal balcone della stanza 609, proprio quella dei due ragazzi della provincia di Arezzo. In Spagna il caso fu archiviato come suicidio. In Italia in primo grado i due erano stati condannati a sei anni di reclusione per tentato stupro e morte in conseguenza di altro reato. Il 9 giugno 2020 la Corte d'appello di Firenze li aveva assolti. La Suprema Corte di Cassazione il 21 gennaio ha annullato la sentenza e disposto un nuovo processo. Ora la condanna.