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Michele Santoro: "Se la 'Ndrangheta gestisse certi ospedali calabresi, lo farebbe meglio di chi c'è adesso"

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Un Michele Santoro scatenato quello ospiti di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. Ne ha per tutti. Da Draghi al generale Figliuolo - anche se non lo nomina - passando per il ministro della Sanità e la gestione degli ospedali in Calabria. "Il premier Draghi ha parlato di cambio di paradigma? Ma quando avviene? Siamo da un anno e mezzo che lo aspettiamo. Io non lo vedo. In cosa consiste? Stiamo per costruire un grande ponte verso il futuro con 248 miliardi di euro eppure qua a Roma non riusciamo a cremare i morti" dice Santoro.

 

 

Il giornalista continua: "La situazione del Paese è questa in Calabria non riusciamo a portare avanti un piano vaccinale degno di questo nome. Allora quando le mettiamo le mani sulla Calabria? Il ministro della Sanità quando decide di trasferirsi in Calabria per poi andarsene solo quando ha risolte le cose e funizionato? Aspettiamo il cambio di paradigma. Le diseguaglianze stanno aumentando in maniera impressionate. Del discorso di Draghi mi ha spaventato quel 10% di persone precipitate in condizioni di povertà? Chi gestirà in pratica questo investimento verso il futuro? Chi lo farà se ancora andiamo avanti con generali vestiti come se andassero in fronte sull'Afghanistan?".

 

 

Poi Santoro ci va giù pesante: "La scuola? In questi due anni non è stata una priorità. Eppure è statale. L'ndrangheta in Calabria è nella farmacologia è globalmente una grande investitrice nella finanza e probabilmente gestirebbe meglio la stessa sanità". Lo interrompe Gad Lerner: "Suvvia, non la gestirebbe meglio la sanità. Attento che poi domani trovi titoli in cui dici che è meglio l'ndrangheta dello stato". Santoro rilancia: "Gestisce già dei punti privati della sanità con grandi livelli di efficenza. Ma farcela serve gente capace, non di un generale senza forze". E ancora: "Il ministro della Sanità dovrebbe andare in Calabria e rimettere le cose apposto":