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Roma, caos cimiteri caos: Prima Porta respinge le bare per la cremazione. Arriva la Polizia

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Il caos cimiteri a Roma ormai sembra incontenibile. Ancora problemi nella struttura di Prima Porta, dove non vengono accettate nuove salme destinate alla cremazione: non c'è posto per depositare le bare nelle camere mortuarie. I parenti dei defunti sono ovviamente indignati e disperati. E finiscono per chiamare la polizia. Difficile dar loro torto: nonostante il dolore per la scomparsa di una persona cara, devono anche affrontare un problema del genere. La responsabile della struttura si trova a dover rispondere alle domande degli agenti e lo fa con tono infastidito, come se impedire l'accesso dei defunti fosse normale: "Siamo arrivati alla saturazione - sostiene - Avevamo avvisato che avremmo accettato solo le salme che possiamo cremare. Oggi abbiamo finito. Non abbiamo più posto per le cremazioni”.

Sconcertato un operatore delle pompe funebri che fa notare che "adesso il Verano è chiuso. Dove portiamo le salme? A casa?”. La signora Francesca Foscarella, in attesa che al cimitero Flaminio venga accettato il feretro della persona a lei cara, si sfoga con il quotidiano Il Tempo: "Possibile che non si trovi posto per tre bare? È una vergogna! Voglio vedere io con i miei occhi se davvero non c’è posto”. Stando a quanto risulta al quotidiano romano, sono sette le salme non accettate a Prima Porta proprio perché la struttura è satura. 

Nei giorni scorsi la vicenda dell'emergenza cimiteri di Roma è arrivata addirittura in Procura, visto che l'associazione Eccellenza Funeraria Italiana ha presentato un esposto ipotizzando i reati di omissione atti di ufficio e sottrazione di cadavere. Il Comune di Roma e la municipalizzata Ama sono ormai in piena crisi dopo la pubblica denuncia di Andrea Romano, parlamentare Pd, che non riesce a far dare sepoltura al figlio morto all'età di 24 anni: sta aspettando da circa due mesi. La sindaca Virginia Raggi si era impegnata a risolvere il problema con Ama, ma la situazione pare sempre peggiore. Clicca qui per vedere il video