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Astrazeneca e trombosi rare, studio Oms: "In Europa un caso ogni 100.000 vaccinati"

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Lunga relazione degli esperti per le vaccinazioni dell'Oms, sul vaccino anti Covid targato Astrazeneca. "Il rapporto tra benefici e rischi è superiore nei gruppi di età più avanzata poiché il rischio di esiti gravi di Covid 19, inclusi eventi tromboembolici correlati all’infezione, aumenta con l’età", si legge. "I dati dall’Europa - si legge nelle raccomandazioni - suggeriscono che il rischio di Tts potrebbe essere più alto negli adulti più giovani rispetto agli adulti più anziani, anche se non sono stati ancora identificati fattori di rischio specifici per questi eventi".

 

 

"Una sindrome molto rara con trombosi associate a una bassa conta piastrinica (trombosi con sindrome da trombocitopenia, Tts) è stata segnalata da 4 a 20 giorni dopo la vaccinazione con il vaccino anti-Covid di AstraZeneca. Una relazione causale tra il prodotto e la Tts è considerata plausibile - è la tesi degli esperti -, sebbene il meccanismo biologico di questa sindrome sia ancora in fase di studio. La maggior parte di questi casi - si legge - sono stati segnalati dal Regno Unito e dall’Unione europea. C’è una notevole variazione geografica per quanto riguarda l’incidenza segnalata, con pochissimi casi segnalati da Paesi non europei, nonostante l’ampio uso del vaccino in questi Paesi.

 

 

Una stima del rischio di Tts al di fuori dall’Europa richiede un’ulteriore raccolta e analisi dei dati. I dati del Regno Unito (al 31 marzo 2021) - prosegue la relazione - suggeriscono che il rischio di Tts è di circa 4 casi per 1 milione di adulti vaccinati (1 caso ogni 250mila), mentre nell’Ue il tasso è stimato di circa 1 caso su 100mila". "Al momento non è noto se vi sia un rischio di trombosi con sindrome da trombocitopenia (Tts) dopo la seconda dose. In ogni caso - hanno sottolineato gli esperti - le persone che hanno manifestato Tts dopo la prima dose non dovrebbero ricevere la seconda".