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Beppe Grillo e il figlio accusato di stupro: "E' solo un cogl****, non un criminale" | Video

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Intervento accorato sul suo blog da parte di Beppe Grillo, che ha difeso il figlio dall'accusa di stupro: "Mio figlio è su tutti i giornali come uno stupratore seriale insieme ad altri tre ragazzi. Io voglio chiedere, voglio una spiegazione perché un gruppo di stupratori seriali, compreso mio figlio dentro, non sono stati arrestati. La legge dice che gli stupratori vengono arrestati e messi in galera e interrogati in galera o ai domiciliari - ha affermato il garante M5S -. Invece sono lasciati liberi per due anni, perché? - si chiede -. Perché non li avete arrestati subito? Ce li avrei portai io in galera, a calci nel culo. Se dovete arrestare mio figlio, che non ha fatto niente, allora arrestate anche me, perché ci vado io in galera".

 

 

Parlando della vicenda giudiziaria che riguarda il figlio 19enne, Ciro, accusato di stupro da una ragazza italo-svedese e sotto inchiesta assieme a tre amici. "C’è un video, passaggio per passaggio, e si vede che c’è la consensualità: un gruppo che ride, ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, che sono in mutande e saltellano col pisello così perché sono quattro coglioni, non quattro stupratori".

 

 

Sulla vicenda e sulla reazione di Grillo è intervenuto il vicepresidente del Parlamento Europeo, Fabio Massimo Castaldo, esponente dei 5 Stelle: "Partiamo da un presupposto - ha sottolineato -: il rispetto e la fiducia nel lavoro della magistratura per me sono sempre imprescindibili e sacrosanti, e voglio ribadirli con forza e con chiarezza, da cittadino e da giurista prima ancora che da politico. Ciò premesso, il dolore che ho visto trasparire dalle parole di Beppe mi spinge a esprimere due parole sulla vicenda per condividere con voi una semplice riflessione. A me fa sinceramente male vedere un padre che soffre così per il proprio figlio, e non per il caso giudiziario ma per la speculazione mediatica di cui è vittima, che nulla ha a che vedere con la politica e con la giustizia. Questa vicenda deve essere risolta nelle sedi opportune, cioè dinnanzi ai tribunali e secondo quanto prevede la legge".