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Lidia Salvatoni, dalla scuola di danza alla fabbrica: "Non tutti erano disposti a farlo"

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Un personaggio diventato tale per colpa o per merito della crisi sanitaria da Covid. Si tratta di Lidia Salvatoni, diventata famosa nei giorni vicini all'8 marzo scorso, quando su Facebook, in occasione della ricorrenza della Giornata delle donne, nel gruppo dell’Admo di Cene, è stata raccontata la sua storia. Lidia, titolare della scuola Fuorididanza, non ha mancato di lanciare un grido d’allarme per il declino economico della sua attività a causa delle chiusure per la pandemia da Covid. La scuola di danza l’ha dovuta chiudere, almeno per il momento, ma lei si è subito rimboccata le maniche.

 

 

Come in Flashdance, ma stavolta al contrario, Lidia si è messa la tuta da operaia ed è andata a lavorare in una fabbrica metalmeccanica della Valgandino, al tornio. La sua vicenda è finita ne L’Eco di Bergamo. Essendo la sua scuola un’associazione e non avendo una partita Iva, non ha percepito nemmeno un euro. Per sopravvivere ha cercato subito lavoro e ha trovato questa occupazione. Un contratto a termine che scadrà a breve: spera di tornare a insegnare, ovviamente, che è il sogno realizzato portato avanti fin da quando era una bambina. Prima della pandemia aveva circa 120 allievi, ma è arrivata anche a 170-180 iscritti.

 

 

Le restrizioni finiranno tra qualche settimana, per le palestre si parla di aperture a giugno, e così il suo sogno tornerà a essere praticato. Lidia insegna danza classica e moderna, ma con Fuorididanza proponeva anche contemporanea e hip hop. "Ho imparato che nella vita bisogna adattarsi, prendere quello che viene e sporcarsi anche le mani, come sto facendo io - ha spiegato nell'intervista rilasciata a L'Eco di Bergamo -. So che parecchia gente non è disposta a fare questo, ritengo di essere stata fortunata ad aver avuto la possibilità di trovare questa occupazione". Lidia racconterà la sua storia a Francesca Fialdini, nella puntata di Da Noi a ruota libera, in onda su Rai1 domenica 18 aprile.