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Covid, Burioni sulle riaperture: "Con variante inglese la distanza di due metri al chiuso non basta"

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Covid, il noto virologo e docente universitario Roberto Burioni interviene sul suo profilo Twitter sul tema delle riaperture. "Mentre si discute di riaperture, facciamo chiarezza su un punto fondamentale. Con la dominanza della variante inglese all’interno di un luogo chiuso e non adeguatamente ventilato la distanza di due metri non è in alcun modo sufficiente per impedire il contagio" da Covid-19, ha precisato.

 

Una sorta di doccia fredda da parte di uno dei volti più noti e seguiti del mondo scientifico in questa pandemia, proprio nel giorno in cui a palazzo Chigi si è riunita la cabina di regia presieduta dal premier Draghi per definire una road map per le riaperture di attività e filiere produttive. tanto che, stante le prime indiscrezioni, come quella annunciata dal sottosegretario all'istruzione, Barbara Floridia (M5S), tutte le scuole dovrebbero riaprire in presenza a partire dal 3 maggio. Nel pomeriggio, a partire dalle 15, si svolgerà la conferenza del premier Mario Draghi proprio per tracciare un bilancio dell'incontro iniziato questa mattina dopo le 11 e per delineare le eventuali misure restrittive che saranno ridotte o implementate nei prossimi giorni.

 

Fino al 30 aprile, infatti, è in vigore quanto disposto dal decreto Covid, ma diverse forze politiche nonché alcune regioni spingono per riaperture graduali già da questa settimana. Inoltre i nuovi dati del contagio resi noti dall'Iss porteranno al cambio di colore di alcune regioni, a partire dalla Campania che potrebbe tornare in zona arancione (dovrebbero restare in rosso, invece, Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta). Intanto l'indice Rt nazionale è sceso per la quarta settimana consecutiva, attestandosi a 0.85, rispetto allo 0,92 della precedente rilevazione. Da capire anche se dopo il 30 aprile sarà possibile tornare alle misure previste per le zone gialle, per ora "soppresse".