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Acquario di Genova, la pandemia ha depresso anche i delfini: "Sentono la mancanza del pubblico"

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Pandemia, ne risentiamo tutti. Anche i delfini dell'Acquario di Genova, In un servizio pubblicato da La Stampa e rimbalzato da Dagospia,  Viene riportato come  Goccia, Sole, Luna e gli altri delfini si sono accorti che l'edificio è chiuso. "Sono abituati a correre lungo una vasca seguendo un bambino e  ci accorgiamo che sentono la differenza quando arriva qualcuno che non conoscono davanti alla vasca. Iniziano a curiosare, com'è nella loro natura. Non significa che soffrano della mancanza del pubblico. Ma la sentono", afferma Erika Esposti  curatrice del settore Mammiferi marini.

 

 

 

La fonte riferisce che per risparmiare energia elettrica, i corridoi non vengono illuminati da tempo, e la sensazione è di una certa oppressione, un lockdown fisico che serpeggia tra gli ambienti e opprime gli animi. 

I cento dipendenti della struttura sono tutti formalmente in cassa integrazione, anche se gli addetti alla cura degli animali rientrano in servizio 3-4 giorni la settimana.

"Per chi non si occupa di animali questo posto è solo un ricordo risalente quando va bene a marzo - dieci giorni di finestra di riapertura al 25% della capienza abituale di visitatori -, nella maggior parte dei casi a novembre 2020. Dall' inizio della pandemia, la struttura del Porto antico di Genova ha aperto per neppure cinque mesi effettivi", riferisce ancora La Stampa.

 

 

"Da chiusa, questa struttura costa 500 mila euro al mese - spiega Beppe Costa, presidente di Costa Edutainment - così, senza aver ricevuto ristori, a differenza di molte altre aziende che fanno turismo e intrattenimento, riusciremo a reggere ancora maggio e giugno. Non di più".

Riaprire, tornare a emozionarsi vedendo grandi e piccoli fare altrettanto. A questo lavorano i dipendenti in presenza dell'acquario. Sorrisi che tornerebbero protagonisti, assieme agli animali, è l'augurio della fonte.