Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Vaccini, ritardi e caos in Puglia e Toscana: mettono a rischio le riaperture

Christian Campigli
  • a
  • a
  • a

Uno splendido mare, una cucina deliziosa e città d'arte incantevoli. C'è un filo doppio che lega la Toscana con la Puglia. Entrambe amministrate dal centrosinistra, le due regioni stanno avendo enormi difficoltà nella gestione del piano vaccinale anti Covid.

L'ennesimo caso che ha fatto mobilitare le opposizioni a Bari e dintorni nasce dalla confusione relativa all'apertura alla fascia d'età tra i 60 ed i 79 anni. La notizia si è diffusa quando è diventato di dominio pubblico un provvedimento firmato dall'assessore regionale alla sanità Pierluigi Lopalco, dal direttore del Dipartimento Vito Montanaro, dal coordinatore della Cabina di regia Michele Conversano e dal responsabile del settore Benessere della Salute Onofrio Mongiello.

 

“L’accesso alla vaccinazione per tutte le persone di età superiore ai 60 anni che non si trovano in condizione di estrema vulnerabilità e/o disabilità grave è consentito senza alcuna preventiva conferma adesione o prenotazione”. A quel punto si è scatenato il caos, con i centri vaccinali letteralmente presi d'assalto. L'amministrazione guidata da Michele Emiliano è dovuta correre ai ripari e ha diffuso una nota con la quale smentiva, di fatto, l'esistenza stessa della circolare. A distanza di due giorni dall'episodio, questo pomeriggio a Bari nuove scene da autentico far west. Nell'hub vaccinale della Fiera del Levante le code erano interminabili e non sono mancati momenti di tensione e disordini. Anziani accalcati, alcuni anche in sedia a rotelle, abbandonati al proprio destino per ore, con buona pace dei distanziamenti e delle regole basiche da adottare durante la pandemia.
Il motivo di questa ressa è riconducibile alla notizia della prelazione fai-da-te di due giorni fa.

Infatti, oltre alle persone che si erano diligentemente prenotate, se ne sono presentate molte altre. Che, pur non avendone diritto, pretendevano di essere sottoposte all'inoculazione del siero di Astazeneca. La scorsa settimana la sigla intersindacale dei medici composta da Cgil, Fp medici, Snami, Smi, Simet e Ugs aveva inviato un documento al governatore. Sottolineando che “il caos regna sovrano. C'è un'anarchia assoluta e i comitati di distretto e i nuclei operativi aziendali hanno formulato provvedimenti operativi sul progetto campagna vaccinazione difformi, nella maniera più assoluta, rispetto al protocollo di intesa firmato”.

 

 

 

Tra le numerose similitudini delle due regioni balza agli occhi l'estrema difficoltà nell'organizzare di un piano vaccinale degno di tal nome. Gli assessori alla sanità, Lopalco e Bezzini, vengono quotidianamente difesi dal Partito Democratico. E, ogni singolo giorno, presi a male parole dalle opposizioni. Il centrodestra ha chiesto la testa di entrambi. E se la Toscana è in gravissimo ritardo sul fronte degli over 80, la Puglia si attesta al terzultimo posto assoluto a livello nazionale. Non è un caso che entrambe si trovino attualmente in zona rossa. A due mesi dall'inizio dell'estate, toscani e pugliesi vivono la medesima ansia: lo slittamento delle riaperture per colpa dei ritardi nella somministrazione delle dosi di vaccino. O, peggio ancora, che, anche col caldo e il sole d'agosto, possano perdurare coprifuoco, limitazioni e uso della mascherina. Persino in spiaggia.