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Diceva di essere il Diavolo e faceva sesso con i ragazzini: chiesto il processo

Matteo Valdambrini, 23enne di Montemurlo, è accusato di riduzione in schiavitù e abusi: comparirà davanti al gip il primo giugno

Christian Campigli
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La più grande astuzia di Satana è far credere al mondo che il Diavolo non esiste. Lo ripeteva di continuo ai propri adepti, come un disco incantato, per convincerli che lui era la reincarnazione terrena del Maligno e che la sua setta era la loro nuova famiglia. Una storia di sevizie, violenze e abusi che ha come protagonista uno studente universitario di 23 anni, residente a Montemurlo, piccolo centro in provincia di Prato. Matteo Valdambrini dovrà comparire il prossimo primo giugno di fronte davanti al Gip.

 

 

 

Il giudice per le indagini preliminari dovrà esprimersi sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero. Lo scorso febbraio il giovane era stato messo sotto stretta sorveglianza dagli uomini della squadra mobile della polizia di Firenze. Le accuse vanno dalla riduzione o mantenimento in schiavitù fino alla violenza sessuale e all'uso di pornografia minorile.

L'inchiesta è iniziata ad aprile 2019 grazie alla denuncia della madre di due fratelli, entrambi minorenni, e ha avuto una svolta fondamentale quando gli inquirenti hanno avuto accesso al contenuto di alcune chat di Facebook e Whatsapp.

Attraverso i social venivano scelte le vittime, di solito ragazzi fragili e con pochi amici, che entravano in breve tempo in un vortice di violenza e sottomissione. Prima veniva chiesto loro di mandare delle foto di nudo, poi di incontrare il loro nuovo padrone e di concedersi a lui completamente. Il giovane è accusato di ben tredici episodi di violenza sessuale. Un autentico film dell'orrore, una trama perversa che prevedeva l'obbligo da parte degli adepti, sia maschi che femmine, di subire ogni tipo di abuso, ritenuto necessario dal novello Belzebù per stringere il definitivo patto col diavolo. Valdembrini avrebbe convinto gli appartenenti alla setta di essere dotato di poteri soprannaturali, e di averli scelti per salvare il mondo.

Per convincerli della sua superiorità e porli in uno stato di soggezione psicologica al fine di abusare dei loro corpi, aveva anche elaborato una sorta di rituale di resurrezione, inscenando uno strangolamento da parte di un sodale, al termine del quale si rialzava da terra fingendo di rimettersi a posto il collo. Gli abusi sessuali venivano consumati nella casa dei nonni, quando questi ultimi (assolutamente ignari della follia del nipote) erano assenti. Oppure nei boschi intorno a Prato.

 

 

Il giovane, che oltre venti anni fa è stato adottato, ha avuto un'educazione cattolica piuttosto rigida e si recava regolarmente alla messa domenicale delle dieci del mattino. Non è la prima volta che le vicende del maligno e della Toscana si intrecciano. Basti ricordare il capolavoro letterario di Giulio Piccini, “Il ladro di cadaveri”, considerato il primo romanzo giallo della storia, che ha come protagonista il mefistofelico commissario Lucertolo. E come non citare Steve Sylvester, leader del gruppo musicale di rock satanico Death SS, pesarese di nascita e fiorentino (da oltre 35 anni) d'adozione. Ma soprattutto il caso del Mostro di Firenze, i suoi legami con la casa del mago Indovino e la presenza (ad oggi mai dimostrata) di una setta devota a Satana che avrebbe guidato la mano di Pietro Pacciani e dei compagni di merende. Perché se danzi col diavolo, il diavolo non cambia. É lui che fa cambiare te.