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Astrazeneca, oggi alle 16 si pronuncia l'Ema su restrizioni. Italia valuta stop sotto i 65 anni

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Nessun slittamento l’Ema ha annunciato per le ore 16 di oggi mercoledì 7 aprile 2021 la conferenza stampa sulle conclusioni della revisione del Comitato per la valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) del vaccino Covid di AstraZeneca e i legami con gli eventi tromboembolici che si sono registrati in diversi Paesi Ue. Alla conferenza stampa interverranno: la direttrice esecutiva dell’ Ema, Emer Cooke; Sabine Straus, presidente del Prac; Peter Arlett, capo del dipartimento di Farmacovigilanza ed Epidemiologia.

 

 

L'Ema potrebbe non escludere più, come aveva fatto un paio di settimane fa, un "nesso causale" tra i rari casi di morti per trombosi, in particolare tra gli under 55, e le vaccinazioni. A convincere l’Agenzia europea del farmaco i nuovi dati raccolti che già da ieri sono sotto la lente degli esperti Ue - in arrivo in particolare dalla Germania - che metterebbero sotto accusa l’eccessiva risposta anticorpale nei più giovani, che contribuirebbe a provocare trombosi associate a forme di emorragie causate dalla diminuzione di piastrine.

 

 

L'Italia preferirebbe non escludere categorie specifiche dalle inoculazioni, senza divieto esplicito da Bruxelles, ma i paletti fissati per gli "under" in diversi Paesi dell'Ue rischiano di condizione la decisione. Germania, Francia, Olanda, Svezia, Islanda, Finlandia e Canada hanno già deciso di limitare l’uso del vaccino alle persone anziane (in genere agli over 60). Repubblica lancia l'indiscrezione dello stop sotto i 65 anni in Italia. Il nesso tra i rarissimi casi di trombosi e il vaccino AstraZeneca "non è dimostrabile perché i casi sono pochi. Di fronte a una casistica così limitata non è possibile creare nessi: sono eventi rari. Sanguinamenti molto peggiori li causa l’aspirina ogni anno, eppure la prendiamo tranquillamente" ha precisato ad Agorà su Rai3 Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) e docente di microbiologia all’università di Roma Tor Vergata. "Oggi si riunisce l’Ema e resterà in riunione fino a venerdì, quindi non è detto che ci sia subito il verdetto. Dipende da quanti dati hanno. In Italia i casi di trombosi sono molto eterogenei tra loro: è molto difficile trarre conclusioni. Hanno annunciato per stasera? Ma non è detto. Bisogna vedere quanti dati hanno e come riusciranno a trovare una solida evidenza in una o nell’altra direzione.