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Covid: Marche, Veneto e provincia di Trento in zona arancione da martedì 6 aprile

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Covid, le regioni Marche, Veneto e la provincia autonoma di Trento tornano in zona arancione da martedì 6 aprile. Il ministro della salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, firmerà in giornata le nuove ordinanze che andranno in vigore dopo i tre giorni di area rossa nazionale previsti da domani a lunedì incluso.

 

A partire da martedì 6 aprile, tuttavia, le due regioni e la provincia autonoma vedranno l'allentamento di alcune misure restrittive. Questa mattina si è tenuta la consueta riunione settimanale della cabina di regia, dove sono stati esaminati i dati del monitoraggio sull'evoluzione dell'epidemia di Covid in Italia nell'ultima settimana. E' emerso un lieve calo dei casi rispetto alla settimana precedente, accompagnato però da un aumento dei morti. Inoltre aumenta l'occupazione dei posti letti in terapia intensiva, che a livello nazionale è pari al 41 per cento, con ben 14 regioni che superano la soglia del 40 per cento, quella considerata critica. "L’incidenza resta molto elevata, lontana dalla soglia di maggior sicurezza. La curva dei contagi decresce lentamente, c’è un forte sovraccarico dei servizi ospedalieri. Le misure stanno funzionando ma occorre mantenere ancora grande attenzione per riportare la circolazione del virus a livelli contenuti", ha sottolineato Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss).

 

Con il direttore della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, che nel corso della conferenza stampa sull’andamento epidemiologico nel Paese ha sottolineato che "la situazione è in leggero miglioramento, i dati ci dicono questo". Anche se, ha continuato Rezza, "in due mesi la variante inglese ha sostituito completamente i ceppi finora in circolazione". In questo quadro, tuttavia, Rezza ha aperto al ritorno a una possibile "normalità" in "tempi relativamente brevi", a patto di "accelerare la campagna vaccinale". A questo proposito l'obiettivo del governo è arrivare a 500 mila dosi giornaliere entro fine mese.