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Covid, Bassetti contro le misure di Pasqua: "L'ennesimo papocchio, non le condivido"

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Arrivano le restrizioni di Pasqua per il Covid e l'esperto, Matteo Bassetti, non condivide. "Quello che è stato fatto per Pasqua è l’ennesimo papocchio, come d’altronde già fatto a Natale. Stiamo facendo l’ennesima zona rossa che non potremo far rispettare, ed è una cosa bruttissima perché se zona rossa deve essere, che zona rossa sia". In un’intervista a iNews24.it il direttore di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, continua dicendo che "il punto è che ci sono alcune aree nel nostro Paese che soffrono più di altre, dove è evidente che ci vorrebbe una zona rossa molto restrittiva a livello locale, ma ce ne sono anche altre invece che hanno una situazione molto diversa e dove si potevano mantenere i colori per grado di contenimento che già c’erano".

 

Bassetti ha poi continuato: "Tre giorni fa si è detto che per tutto il mese di aprile la situazione rimarrà uguale, ma francamente mi sembra assurdo. Guardiamo invece i numeri giorno dopo giorno e cerchiamo di essere in grado di riaprire progressivamente l’Italia. Ci saranno regioni e province che andranno meglio e che probabilmente si potranno liberare prima da questi lacci, anche a causa del clima, altre che invece è giusto che stiano chiuse più a lungo, ma dirlo così a priori, è una scelta che non condivido".

Sulla situazione epidemiologica ha dichiarato: "Ormai, nella maggioranza delle regioni dovremmo essere arrivati al picco, credo che presto potremo iniziare a vedere progressivamente anche una riduzione dei contagi. Lo stiamo vedendo da due giorni con le terapie intensive che sono diminuite e con il numero dei ricoveri a -260. Diciamo che siamo in quella fase di picco e di plateau sulla quale ci manterremo probabilmente per un’altra settimana". Interpellato anche sulla prossima riapertura delle scuole anche in zona rossa,

 

 

Bassetti ha commentato: "Le scuole in Italia sono state chiuse troppo nell’ultimo anno, pur non essendo un problema dal punto di vista del contagio. Questo lo sapevamo già da tempo, anche quando le abbiamo chiuse per la seconda volta. Non sono le scuole, ma i giardinetti, i trasporti pubblici che creano assembramento e contagi, non certo stare seduti al banco con la mascherina. Bene tenerle aperte, finalmente una decisione di buon senso, anche perché in questi mesi abbiamo riversato sulla scuola delle responsabilità sanitarie che in realtà non aveva".