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Covid in Italia, il bollettino del 31 marzo: 23.904 nuovi casi e 467 morti

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Covid, il bollettino di mercoledì 31 marzo in Italia registra altri 23.904 nuovi casi e 467 morti. I tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore sono stati 351.221, che hanno portato il tasso di positività al 6,8 per cento. In terapia intensiva ci sono stati altri 283 nuovi ingressi, con un calo complessivo di 6 posti letto. I guariti nelle ultime 24 ore sono 23.744, mentre i ricoverati con sintomi sono 51 in meno.

 

Ieri invece, martedì 30 marzo, si erano registrati 16.017 nuovi casi di positività su 301.451 tamponi; i morti erano stati 529. Nelle 24 ore precedenti, dunque, erano aumentati sia i contagi che i decessi che lunedì 29 marzo erano rispettivamente 12.916 e 417. Il tasso di positività era stato registrato in discesa, attestandosi al 5,3 per cento rispetto all'8,22 per cento della giornata precedente. Sono 68 in più i ricoveri nei reparti ordinari in 24 ore. Intorno all'ora di pranzo, il ministro della salute Roberto Speranza aveva scritto su facebook: "Dieci milioni. Questo è il numero di dosi di vaccino somministrate ad oggi. Dobbiamo ancora accelerare, perché il vaccino è la vera strada per superare questa stagione così difficile". Nel post, inoltre, il titolare della delega alla salute ha voluto ringraziare "tutto il personale sanitario che ogni giorno lavora a questo obiettivo".

 

E dall'Ema, l'agenzia europea del farmaco, arriva un'altra rassicurazione sul vaccino Astrazeneca. L’Ema al momento "non ha identificato alcun fattore di rischio specifico, come l’età, il sesso o una precedente storia medica di disturbi della coagulazione. Un nesso causale con il vaccino non è dimostrato, ma è possibile e ulteriori analisi sono in corso", spiega l'agenzia del farmaco che in qualche modo risponde alla Germania che ha deciso di sospendere l’uso del vaccino AstraZeneca agli under 60. Nella nota l’Ema ribadisce "che i benefici del vaccino AstraZeneca nella prevenzione del Covid-19, con il rischio associato di ospedalizzazione e morte, superino i rischi di effetti collaterali".