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Toscana, fallimento vaccini e Giani scarica sui medici di famiglia

Christian Campigli
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Se il buongiorno si vede dal mattino, saranno cinque anni difficili e tribolati per il governatore Eugenio Giani. In meno di tre giorni uno dei mantra della sinistra toscana si è sciolto come la neve al sole.

Il mito dell'eccellenza nella sanità pubblica è stato messo pesantemente in discussione da risultati a dir poco fallimentari sul fronte dei vaccini. Nel suo intervento in Parlamento, il premier Mario Draghi ha tirato le orecchie (pur senza citarla direttamente) alla regione amministrata da sempre dai progressisti, penultima per la somministrazione del siero anti Covid agli over 80.

 

 

Ma fin troppo efficiente con alcune categorie (il riferimento agli avvocati e a numerosi politici locali non è casuale). Giani, invece di scusarsi, ha inanellato una serie di interviste televisive e radiofoniche assai goffe, nelle quali ha cercato di negare l'evidenza. E di dare la colpa ai medici di famiglia. “Siamo in ritardo sugli ultra ottantenni perché ci siamo affidati a loro”. Una dichiarazione che non è piaciuta affatto a Luca Puccetti, segretario della Fimmg (federazione italiana medici di medicina generale): “I ritardi sulla vaccinazione degli ultraottantenni sono frutto delle scelte della Regione, che ha deciso di far vaccinare prima altre categorie. Sbagliato incolpare chi, senza alcuna responsabilità per i ritardi, sta impegnandosi oltre ogni limite tra indicibili difficoltà. Non è pertanto accettabile per i medici di famiglia essere oggetto di accuse tanto gravi e infondate che respingiamo con sdegno e per le quali si pretende una pronta e decisa rettifica”. Parole che già delineerebbero così il profilo di una brutta giornata. Ma che sono nulla rispetto al disastro assoluto di questo venerdì di fine marzo. Perché da oggi cambia il comandante in capo del piano vaccinale: il direttore dell'assessorato alla sanità, Carlo Tomassini viene affiancato dal direttore regionale del dipartimento di protezione civile regionale, Giovanni Massini. Una decisione che assumere il profilo di un commissariamento della struttura sanitaria, un tentativo di mettere una pezza al disastro sui vaccini agli anziani. Infine, si fa per dire, la decisione della Lega di chiedere la convocazione di una seduta d'urgenza del consiglio regionale per “discutere la sfiducia all'assessore alla sanità Simone Bezzini e chiedere l'istituzione di una commissione speciale con funzione di vigilanza sulla campagna vaccinale”.

 

 

Il governatore è in un angolo, in evidente difficoltà, ma non vuol mollare la partita più importante del momento, quella sulla pandemia. Non è un caso che del tema voglia parlare sempre e solo lui (da almeno un mese il virologo dell'Ars, Fabio Voller, è scomparso da quotidiani e tv locali). Oggi, dopo tre colpi che avrebbero messo ko anche il più resistente dei pugili, ha annunciato: “Entro Pasqua 200mila vaccini agli over 80”. Come un scommettitore incallito, sotto di molto, che continua a puntare sempre più fiches nel tentativo di rifarsi. Magari con una sola mano, ma così ricca da poter uscire dal casinò come vincitore assoluto. Peccato che in questo gioco di dichiarazioni e promesse ci sia in ballo la salute dei cittadini toscani.