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Poco sesso, siamo in pandemia. Anno di eros perduto per un italiano su tre

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Circa un italiano su 3 (32,7%) durante questo anno di pandemia da Covid ha fatto meno sesso. E' uno dei dati che emerge dall’indagine Cov-Habits dell’Ordine degli psicologi del Lazio sui cambiamenti avvenuti durante il periodo del lockdown iniziato ormai un anno fa.

 

 

La riduzione dell’attività erotica, secondo i risultati dell’indagine, ha riguardato soprattutto la fascia d’età compresa tra i 18 e i 30 anni, mentre solo il 9,7% delle persone ha registrato un aumento dei propri comportamenti sessuali, soprattutto tra i 31 e i 40 anni. Il 20,8%, soprattutto uomini e under 30, riferisce di aver avuto pensieri e fantasie sessuali più frequenti.  

 

 

In linea con questo quadro proprio i più giovani hanno dichiarato un utilizzo più frequente rispetto al solito delle applicazioni di dating (+3%), della pornografia online (+8,1%) e del sexting, ovvero l’invio di messaggi, immagini o video a sfondo sessuale (+7,5%). Tra le coppie conviventi, si legge nell’indagine, la creazione improvvisa di nuovi spazi condivisi ha tendenzialmente favorito una comunicazione più intensa, intima ed efficace, con una frequenza comunque rilevante di momenti di freddezza, irritabilità, noia e superficialità, probabilmente laddove erano presenti conflittualità pregresse. Tra le emozioni riportate in relazione alla sessualità nel periodo dell’isolamento non solo il piacere e lo svago, ma la noia, il nervosismo, la tristezza e l’ansia, a dimostrazione dell’eterogeneità delle variabili individuali, relazionali e sociali che influenzano tale condotta.