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Covid, report Altems sui vaccini: "In Italia una dose su quattro resta in frigo"

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Covid, allarme dell'Altems sulla situazione dei vaccini in Italia. "Una dose su quattro resta in frigo", sottolinea il report dell'istituto. La distribuzione settimanale dei vaccini contro il Covid, in Italia, sembra seguire ormai questo andamento: due dosi su quattro sono destinate alla prima somministrazione, una dose su quattro alla seconda e la restante altra dose rimane in frigorifero.

 

A fare i conti è 44esimo Instant Report Covid, un’iniziativa dell’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell’Università Cattolica. Al 18 marzo sono state vaccinate 2.225.652 di persone, il 43,47 per cento dell’obiettivo fissato dall’Unione europea di 5,1 milioni da raggiungere al 31 marzo 2021. Il report considera "un buon andamento nelle vaccinazioni, tuttavia ipotizzando questo andamento lineare non si raggiunge nei tempi stabiliti (31 marzo) l’obiettivo fissato dall’Ue, ma solo il 52 per cento". Il report evidenzia anche come prosegua il trend di crescita dell’incidenza settimanale dei contagi di Covid in Italia: la settimana appena trascorsa registra un valore nazionale pari a 230 nuovi casi ogni 100 mila residenti. Di pari passo aumenta la pressione sui servizi assistenziali, circa una Regione su due supera la soglia critica di occupazione di terapie intensive e di area non critica.

 

Nello specifico, il direttore Americo Cicchetti sottolinea come "è chiaro ormai che questa terza ondata si sia abbattuta sul nostro Paese e anche la gestione della pandemia sembra essere consolidata. Nell’ultima settimana ci sono stati +80,70 isolati a domicilio ogni 100.000 abitanti, +4,94 ricoveri ordinari ogni 100.000 abitanti e +0,67 ricoveri intensivi ogni 100 mila abitanti. La soglia di allerta deve rimanere alta - evidenzia - perché il valore medio settimanale dei nuovi ingressi in Terapia intensiva registrata da settimane un trend in aumento, è pari a 2,98 su 100.000 abitanti e nove Regioni hanno superato le soglie del 30% e del 40% oltre le quali vi è un sovraccarico", ha spiegato.