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Covid, Garattini ad Agorà: "Morire dopo il vaccino non significa morire per il vaccino"

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"In questo periodo in Italia muoiono 2mila persone al giorno. E' molto probabile che qualche persona muoia vicino al periodo in cui è stata vaccinata. Uno può essere vaccinato e dopo 3, 4, 5 o 10 giorni morire, ma sarebbe morto in ogni caso: morire dopo un vaccino non significa morire per il vaccino". Lo ha precisato Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs di Milano, intervenuto ad Agorà su Rai3.

 

 

Secondo lo scienziato, anche se "è giusta una grande attenzione ed è giusto voler essere sicuri di limitare ogni eventuale danno", è improbabile un legame causa-effetto fra le somministrazioni del vaccino anti-Covid di AstraZeneca e gli eventi avversi segnalati in queste ore. "Limitare l’impiego di un lotto" dal quale provengono dosi vaccinali in seguito alla cui somministrazione si sono verificati effetti gravi "è dettato da cauzione - precisa lo scienziato, concordando con quanto deciso dall’Agenzia italiana del farmaco Aifa -. E' qualcosa che bisogna fare quando c’è un pericolo potenziale, quindi è logico che si faccia. Ci sarà una commissione che deciderà se i problemi evidenziati sono o non sono in relazione con il vaccino. E non c’è dubbio che avremo tanti di quegli episodi - avverte il farmacologo - perché il vaccino è concepito per impedire la crescita del virus" Sars-CoV-2, "ma non ha azione su altri tipi di patologia. Le patologie" extra-Covid "che normalmente si sviluppano continueranno a farlo".

 

 

"E' giusto fare tutti i controlli, ma credo che alla fine troveremo che i vaccini non sono collegati ai casi di trombosi. Finora abbiamo somministrato decine di milioni di dosi e non ci sono stati gravi effetti collaterali. Non più di quelli degli altri vaccini. Anche durante le sperimentazioni AstraZeneca aveva registrato un sospetto evento avverso, un caso di mielite. Ma poi si era capito che quel disturbo non dipendeva dal vaccino", ha aggiunto ancora Garattini commentando appunto il caso Astrazeneca sempre nella trasmissione di Rai3, Agorà.