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Covid, 17.083 nuovi casi e altri 343 morti: in aumento ricoveri ordinari e in terapia intensiva

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Sono 17.083 i nuovi casi di Covid in Italia nelle ultime 24 ore, con altri 343 morti (totale 98.288). Il numero dei tamponi effettuati (tra test antigenici e molecolari) è di 335.983, per un indice di positività (rapporto tra numero di positivi e tamponi fatti) poco sopra il 5% (5,08 per l'esattezza). Questultimo dato nettamente in calo rispetto a lunedì 1 marzo, quando si attestava intorno al 7%. Per quanto riguarda le terapie intensive, salgono di 38 unità i ricoverati, per un totale di 2.327. In aumento anche il numero dei ricoveri ordinari (+458), con il dato complessivo che si attesta a 19.570.

 

 

Questi i numeri principali diffusi nel consueto bollettino del Ministero della Salute di martedì 2 marzo. Gli attualmente positivi sono 430.996 (+6.663 rispetto a lunedì 1 marzo), i guariti e dimessi 2.426.150 (+10.057). Relativamente alle terapie intensive, sono sotto pressione in 9 Regioni e Province autonome, dove la percentuale dei pazienti ricoverati in rianimazione supera o è sulla soglia critica, fissata al 30% dal ministero della Salute, per l’occupazione dei posti letto da parte di pazienti con Covid 19. Le Regioni più in emergenza - secondo i dati dell’Agenzia per i servizi sanitari (Agenas) aggiornati alla serata di lunedì 1 marzo - sono l’Umbria con il 56%, da tempo attestata su percentuali altissime, il Molise al 49% e la Provincia autonoma di Trento (47%). Seguono: Abruzzo (40%), Friuli Venezia Giulia (35%), Marche (32%), Emilia Romagna (31%), Lombardia (31%), Provincia autonoma di Bolzano (31%) e la Toscana che si posiziona proprio sul 30%. Appena sotto soglia Puglia (29%) e Piemonte (28%). Le percentuali migliori si registrano in Sardegna e Basilicata (9%), Val d’Aosta (10%) e Veneto (11%). A livello nazionale, invece, la media di occupazione delle terapie intensive è da tre giorni al 25%, salita di un punto dal 27 febbraio